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Scienza: arma o aiuto?

Nella sua storia l’uomo, sin dai tempi più antichi, ha sempre ricercato una soluzione pratica ai propri problemi come spostare un oggetto pesante o come costruire un’abitazione, trovando risposta nella scienza e nella fisica. La scienza e la fisica ci spiegano teoricamente ciò che percepiamo praticamente come la caduta di un oggetto o il perché piova. Nel corso dei secoli gli studi scientifici si sono sempre più intensificati giungendo ad invenzioni utilissime all’uomo capaci di abbattere le barriere della forza umana attraverso l’utilizzo di macchine. La scienza non è stata però sempre un bene: a metà del ‘900 si iniziarono a studiare la fissione e la scissione nucleare arrivando così alla creazione delle bombe atomiche, bombe distruttive capaci di radere al suolo intere nazioni. L’effetto distruttivo di queste bombe è stato usato massicciamente durante la seconda guerra mondiale durante la quale l’America bombardò le città giapponesi Hiroshima e Nagasaki, rendendo ogni costruzione un cumulo di polvere e delle persone non rimaneva che cenere. Tale brutalità è stata permessa dalla scienza che attraverso la ricerca è giunta a creare un’arma così mortale. Gli scienziati che avevano condotto le ricerche provarono fortissimi sensi di colpa e nel 1938 il fisico Ettore Majorana si suicidò per sfuggire al terrore che avrebbero causato le due grandi bombe. Einstein in una sua lettera scrive ironicamente: "L’idea che un elettrone esposto a una radiazione scelga liberamente l’attimo e la direzione in cui si vuole saltare mi è insopportabile... Preferirei fare il ciabattino o il croupier piuttosto che il fisico" a testimoniare quanto possa essere pericolosa una scoperta scientifica frutto di ricerche, impiegata nella guerra con fini assassini. Ma come possono esistere in natura cose che se manipolate diventano così distruttive? P. Davies scrive: "Può sembrar strano, ma ho l’impressione che la scienza ci indichi la strada verso Dio con maggior sicurezza di quanto non faccia la religione" una riflessione molto profonda in quanto, secondo una sua filosofia, Dio può essere “dimostrato” come un qualsiasi avvenimento fisico scientifico. Ma devastando intere città, uccidendo centinaia di migliaia di persone, rispettiamo la natura o un Dio, una fede? Le riflessioni su tali argomenti sono tante infatti scrive M. Born "poiché l’idea che esista un’unica verità e che ci sia qualcuno che la possieda mi sembra la causa principale di tutto il male che c’è nel mondo" proprio per dire che non esiste una verità assoluta come quella che vuole rivelarci la scienza, ma dobbiamo, nel dubbio, rispettare ogni ipotesi come quella di un Dio o di una verità scientifica. Rispettare Dio è comunque rispettare la natura, sua creazione e perciò la devastazione indiscriminata è una forte colpa che dobbiamo attribuirci dato che compiendo tali atti non rispettiamo né Dio né la natura.

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