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Lavoro: tra sicurezza e produttività

“L’Italia è una repubblica democratica e fondata sul lavoro“. Così recita il primo articolo della nostra Costituzione, la Costituzione italiana. Uno Stato che basi la propria Costituzione sul lavoro si presuma sia uno Stato che assicuri il diritto di esercitarlo e lo tuteli a tutti, ma in realtà in Italia il sistema lavorativo non è dei più funzionali: il lavoro, inteso come uno scambio di energie del lavoratore in cambio di una retribuzione da parte del datore, è legato ancora a vecchie credenze come il fatto che il lavoro manuale sia meno dignitoso poiché in passato affidato agli schiavi. Ogni lavoro è invece costruttivo per la crescita morale o spirituale della società. Nonostante un diritto, il lavoro non è assicurato a tutti: la richiesta di lavoro è sempre molto inferiore rispetto alla domanda e donne e over 55 hanno meno possibilità di avere un lavoro rispetto agli altri. Un’analisi del 2007 della ISFOL ha inoltre dimostrato che oltre il 20% dei lavoratori reputano che la propria attività non impieghi completamente le proprie capacità dimostrando che si dovrebbe migliorare sia la qualità del lavoro nonché i mezzi che tutelino la domanda e la risposta, rendendo il più fluido possibile il mercato del lavoro. Il maggiore investimento che però gli industriali dovrebbero fare è quello nella sicurezza. Tale tema è sempre più discusso e ogni volta che ci sono delle vittime sul lavoro se ne parla con gran tono per poi dimenticare fino ad un nuovo incidente.

Per tutelare il lavoro però bisogna che questo sia in regola: il lavoro irregolare, quello a nero, non tutelato e illegale è un forte problema della nostra società che Confindustria cerca sempre di combattere insieme al pizzo. Il fatto che in Italia ci sia così tanto lavoro a nero è che costa poco mentre la sicurezza costa di più, ma vale più la salvaguardia di una vita o il denaro?
La sicurezza sul lavoro è stata affidata alle compagnie assicurative che si sarebbero prese carico di risarcire gli operai in caso di un eventuale incidente. Tale scelta è stata adoperata per non far gravare responsabilità troppo pesanti sull’industriale che deve comunque tutelare nella propria azienda delle norme di sicurezza. Il lavoro non è solo un dovere ma dev’essere nel suo complesso un’attività piacevole e non dannosa: partendo da questo principio si può dibattere sul tema dell’ambiente di lavoro. La garanzia del lavoratore non basta se l’ambiente di lavoro è troppo rischioso o disagiato: dei lavoratori preoccupati lavoreranno sicuramente peggio rispetto a dei lavoratori coscienti di vivere in un ambiente sicuro.

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