Ominide 135 punti

Il bambino e il mondo esterno

Il neonato possiede fin da subito dei riflessi istintivi che gli permettono di rispondere a stimoli interni ed esterni; questi sono stimoli involontari dettati da meccanismi geneticamente programmati. I movimenti degli arti sono regolati dai riflessi e non garantiscono una sopravvivenza autonoma: il neonato infatti dipende completamente dalla madre. Gli stimoli che vengono trasmessi dalla madre rendono il bambino consapevole delle proprie capacità sensoriali : infatti attraverso la vista, lui impara a riconoscere il volto materno, ed in una seconda fase a discriminare anche i volti non familiari; il senso dell’orientamento e la percezione tattile sono dati proprio dal contatto del bambino con il corpo della mamma.
La relazione che si viene a creare tra madre e bambino va ad influenzare in maniera determinante lo sviluppo dell'infante; i ricercatori hanno sempre sottolineato l’importanza del loro legame, in quanto il neonato ha necessità di ricevere dalla madre tutti quegli elementi che poi lo aiuteranno nello sviluppo della prima e seconda infanzia , dandogli quell’equilibrio che lo aiuterà nella crescita. Naturalmente nell’interazione madre bambino è importante tener presente che il neonato gioca un ruolo passivo, dove anche gli istinti primari quali la fame e la sete devono essere soddisfatti attraverso la genitrice. A questo proposito gli studi di H. F. Harlow portarono a dimostrare che l’attaccamento madre-bambino non è dovuto solo al soddisfacimento di bisogni primari, ma anche di bisogni affettivi e di rassicurazione.

Il medico e psicoanalista John Bowlby si interessò a questo forte legame, chiamandolo attaccamento o imprinting. E’ un meccanismo connesso alla sopravvivenza che garantisce la formazione di un forte legame tra il bambino e coloro che si prendono cura di lui quando ancora non è autosufficiente. Fin dai primi giorni di vita il bambino tende ad attaccarsi alle persone che lo nutrono e, in misura ancora maggiore, alle persone che gli offrono un confortevole contatto fisico e sensazioni piacevoli. Il legame si rafforza attraverso la formazione di un codice comunicativo tra il bambino e le persone che lo accudiscono. Fondamentale è l’attenzione, la disponibilità e l’appoggio da parte delle figure d’attaccamento. Al contrario di un attaccamento insicuro, un buon attaccamento infonde sicurezza nel bambino, e lo prepara ad affrontare con fiducia le situazioni nuove e l’esplorazione con il mondo esterno. Con l’avanzare dell’età e grazie allo sviluppo neuromuscolare, intanto, migliorano progressivamente le capacità motorie del bambino, il quale acquisisce maggiore sicurezza ed autonomia. Lo sviluppo motorio segue uno schema prestabilito in due diverse direzioni: cefalo caudale (testa-coda) e prossimo distale (vicino-lontano).
A partire dai quindici mesi di vita inizierà sempre più anche la comunicazione non verbale nelle azioni che verranno eseguite dalla coppia madre-figlio: il bambino guarderà la madre e l’oggetto che si è preso in considerazione, imitando le azioni che la madre compirà. In questo modo il bambino non farà altro che utilizzare la madre per esplorare il mondo esterno e per capire come agire su di esso. Le variazioni che possono avvenire in questa relazione dipendono dalle caratteristiche che lo circonda.
Per arrivare a questo rapporto madre – figlio, Donald Winnicott, medico e psicoanalista inglese, parla di oggetto di transizione. Questo termine indica un oggetto, generalmente di qualità tattile - pressoria (lembo di coperta, peluche, pezzo di stoffa. ecc.) che rappresenta la transizione del bambino da uno stato di totale fusione con la madre,a uno stato di relazione con lei come persona esterna. Attraverso questa prima forma di separazione dalla mamma, il piccolo impara a capire che non è più un tutt’uno con lei.
L'esplorazione sensoriale e il riconoscimento delle differenze percettive per un bambino è fondamentale, e costituisce il suo bagaglio culturale che lo porterà a diventare adulto. Nel bambino piccolo ha un ruolo importantissimo l’esplorazione e la sperimentazione delle sensazioni tattili e l’affinamento della manualità: la manipolazione di materiali di diversa consistenza è necessaria per familiarizzare con la dimensione spaziale e per imparare a conoscere la propria forza; inoltre per il bambino, la manualità di oggetti è strettamente legata alla funzione di gioco. Fino a 3-4 anni i bambini tendono a preferire il gioco solitario, con uno spazio indipendente e senza interazioni con coetanei. Con l'ingresso nella scuola materna si sviluppa il gioco in parallelo in cui i bambini non interagiscono ma condividono lo stesso spazio di gioco. Nel gioco associativo i bambini cominciano a scambiarsi oggetti e a conversare tra di loro. Il gioco cooperativo è un livello di gioco più complesso, in cui i bambini devono aver compreso il proprio ruolo e aver accettato delle regole.

Registrati via email