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L'immigrazione è stato un tema centrale nei telegiornali durante l'ultimo anno. Abbiamo assistito a continui sbarchi sulle nostre coste ed inevitabilmente a molte ingiuste morti di queste persone in cerca di una vita migliore. L'Europa si è trovata inaspettatamente a dover fare i conti con questo fenomeno migratorio: se in un primo momento la situazione sembrava sotto controllo, tutto d'un tratto il numero delle persone da accogliere è aumentato sempre più fino a provocare la chiusura di alcuni paesi tramite la costruzione di vere e proprie barriere che fermassero per così dire 'l'avanzata migratoria' nella paura che l'accoglienza potesse intaccare le loro fiorenti economie. Primo Levi nel suo celeberrimo 'Se questo è un uomo' scrive: "a molti, individui o popoli, può accadere di ritenere più o meno consapevolmente, che ogni straniero è nemico". Ed è proprio quello che è successo in questi paesi che hanno preferito chiudersi tra le proprie mura piuttosto che aiutare chi, senza alcuna cattiva intenzione era partito dal proprio paese in guerra preferendo rischiare di morire in mare per non rimanere ad aspettare di essere ucciso in patria da una pallottola o dalla fame. É per questa ragione necessario soffermarsi su questo fatto di enorme gravità, che ha provocato l'indignazione pubblica in quanto grande dimostrazione di razzismo da parte di interi paesi. Si pensi però agli sfruttamenti operati da questi a danno delle popolazioni ora in fuga dai loro luoghi d'origine. Non si va molto indietro, non sono passati tanti anni dalla crisi di sovrapproduzione che negli anni 80 nell'800 ha investito l'Europa: di fronte a questa era necessaria la conquista di nuovi mercati in cui vendere le merci e l'accapparramento di materie prime a basso costo. Fu così che, alla luce di un nascente nazionalismo venne giustificata la necessità di invadere questi paesi per rilanciare l'economia europea con la scusa di portare la civiltà alle altre popolazioni. Diventerà emblematica l'espressione con cui Kipling descriverà questo fenomeno: 'il fardello dell'uomo bianco'. Peccato che questo fardello altro non era se non una sottomissione di intere popolazioni ridotte a condizioni disumane per poter garantire all'uomo bianco, in questo caso impersonificato nell'Europa, uno stile di vita elevato, a discapito di queste genti che pur vivendo in luoghi ricchissimi di risorse naturali si sono viste rubare tutto. I problemi odierni, tra cui l'immigrazione, hanno le loro radici proprio in questo periodo storico e in queste ingiustizie di cui si è macchiata l'Europa. E allora, detto questo, è ingiustificabile l'atteggiamento razziale della professoressa di inglese che sul suo profilo facebook ha pubblicato numerosi post xenofobi e razzisti scrivendo addirittura "un altro salvataggio, ma non potevate lasciarli morire tutti?". Parole inacettabili e inconcepibili tutt'al più se pronunciate da una professoressa che dovrebbe servire da esempio per i suoi alunni. Questa è solo una delle motivazioni per cui il razzismo, l'ideologia secondo cui l'umanità sia suddivisa in razze, è assolutamente infondata e vuole invitare a riflettere su quelli che sono stati gli avvenimenti nel corso della storia per non commettere gli stessi errori e ancora meglio, per rimediare agli errori passati.

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