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La pubblicità è spesso vista come propaganda in favore dei beni di consumo. La propaganda consiste nell’innescare nuovi desideri negli individui.

La pubblicità usa un linguaggio speciale poiché attrae e convince il pubblico. La lingua in pubblicità è importante; vi abbondano i superlativi ( altissima), i prefissi (extraforte) e le figure retoriche. E’ in uso anche un’altra strategia, quello di utilizzare termini inglesi per poter attirare i consumatori medi.

A partire dalla metà dell’Ottocento con l’avvento dell’industria meccanica, venivano organizzate nelle grandi città Esposizioni Universali cioè fiere in cui presentare ad un grande pubblico i recenti progressi dell’arte e dell’industria. Oggi con l’avvento della televisione e di internet le esposizioni hanno perso importanza. A quel tempo per stupire i visitatori sono sorte strutture architettoniche come ad esempio la Tour Eiffel a Parigi in occasione dell’esposizione universale del 1889. Anche a Londra nel 1851 gli apicoltori fanno montare nidi d’api sulle pareti trasparenti del Crystal Palace. Quasi in tutta l’Europa viene così esaltata l’industria, le arti e tant’altro ancora.

Le immagini della comunicazione pubblicitaria hanno un impatto fortissimo poiché a differenza delle parole sono in grado di colpire al cuore del consumatore. Al manifesto pubblicitario concorrono, tra il Settecento e la prima metà dell’Ottocento, nuove tecniche di stampa come la litografia e la cromolitografia. Ufficialmente il manifesto pubblicitario che vediamo tutti i giorni ovunque nasce in Francia verso il 1870 grazie alla tecnica cromolitografia per poi diffondersi ovunque più tardi con la riproduzione delle immagini prima e con la fotografia dopo. Nel 1866, dopo vari esperimenti cromolitografici, l’artista Chèret perfeziona la tecnica per stampare in serie manifesti a più colori e realizza il primo manifesto in policromia. Da qui in poi avrà una fortuna crescente. A partire dai primi del 1900 i manifesti pubblicizzano cibi e bevande, automobili e località turistiche. Mentre con la Prima guerra mondiale il manifesto diventa un mezzo ideale per rivolgersi alla massa. Nel dopoguerra nella pubblicità a stampa si notano i manifesti realizzati da artisti contemporanei (art nouveau, il futurismo ). Oggi il vecchio cartellone pubblicitario si è evoluto in enormi teli antipolvere.

Ogni prodotto che consumiamo, naturalmente viene imballato. Un tempo le merci venivano vendute sfuse, ma oggi i prodotti vengono “ vestiti “ da artisti e designer. Il packeging non assolve funzioni primari come ad esempio proteggere il prodotto o garantirne l’integrità ecc, ma serve solo a presentare il prodotto rendendolo abbastanza riconoscibile. Il prodotto, prima di essere lanciato dalla pubblicità, viene dotato di simbolismi e proprietà estetiche che lo rendono desiderabile. Un pack a differenza dell’imballaggio rende identificabile un prodotto connotandolo in maniera particolare e cioè di colori, materiali, forme, grafica e immagini, scritte e in particolare i nomi che vengono attentamente studiati.

Uno dei mezzi della pubblicità è la pubblicità radiofonica con particolare riferimento agli spot della durata di circa 15.30 secondi e vengono inseriti all’interno di una programmazione radiofonica. Un ‘altra forma di pubblicità è il messaggio live cioè la presentazione del prodotto pubblicizzato nell’ambito di giochi in diretta. Invece nella sponsorizzazione il nome dell’azienda e/o del prodotto vengono associati ad un programma. La tv ha raggiunto il massimo affollamento pubblicitario con costi elevatissimi.

Inizialmente la pubblicità si inserisce in modo discreto all’interno di una programmazione e si limita ad introdurre un programma. Nel corso degli anni assume la forma d’invadenza. La sponsorizzazione, comunque, consente la produzione di programmi di largo consenso per il pubblico: commedie, radiocronache sportive, programmi musicali e per i bambini. Nel panorama della pubblicità filmate un esempio lo abbiamo con il Carosello che ebbe inizio nel 1857 e segnò un cambiamento epocale. Negli anni la pubblicità in video, ha conquistato il pubblico, acquisendo autorevolezza artistica e autonomia espressiva.

Gli spot pubblicitari vengono accompagnati da musiche accattivanti allo scopo di attirare i telespettatori per ricordare più a lungo i relativi prodotti. Le canzoni celebri vengono utilizzate solo in campagne dai budget alti poiché esistono i diritti musicali. Ma esistono i jingle originali fatti apposta per il lancio di un prodotto.

La pubblicità occulta è l’inserimento a scopo pubblicitario di marchi conosciuti in programmi televisivi, libri e film. In ambito televisivo alla fine dei programmi si ringraziano fornitori di arredi, abiti, acconciature; questi non sono altro che super spot extra rispetto alle quote stabilite dalla legge. Nel cinema invece si può notare in una scena di un film una marca di un prodotto famoso altrimenti nessuno la riconoscerebbe. In Italia è in vigore la legge ANTITRUST; per la nostra legislazione la pubblicità deve essere riconoscibile su qualunque mezzo. Per attivarsi, l’Antitrust ha bisogno della denuncia dei cittadini. Una volta condannati, non si può distribuire il film altrimenti la pena è di tre mesi e cinque milioni di multa. Negli Stati Uniti è in vigore il product placement dove agenzie specializzate si adoperano per adottare i copioni cinematografici a vetrina commerciale.

La pubblicità on – line permette di effettuare subito un acquisto. Pur presentando elementi tradizionali (adverting off – line), spesso si serve di nuove tecnologie (adverting on – line) per attirare la fantasia dell’utente.

Lo spot del terzo millennio arriva anche sul telefonino. In Italia ogni famiglia interessata alle telefonate gratis in cambio di spot, ciascun componente che usa il telefonino deve sottoscrivere il contratto di abbonamento, indicando in una scheda i propri gusti, comportamenti e preferenze in maniera da farsi identificare come consumatore, rinunciando così alla propria privacy. Sottoscrivere l’abbonamento a Gratistal (società di telefonia fissa) non costa nulla, ma implica la necessità di confessare i propri gusti. Inoltre si autorizza la società telefonica a svelare il proprio nome, l’indirizzo alle aziende che comprano spazi pubblicitari

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