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Pena di morte: un sistema inutile
Saggio breve che indica le motivazioni secondo cui la pena di morte dovrebbe essere abolita in tutti i paesi del mondo.

La pena capitale è una punizione che ha lo scopo di infliggere la morte a persone giudicate colpevoli di aver commesso un reato particolarmente efferato, usando mezzi di morte istantanea come la sedia elettrica, l'iniezione letale, l'impiccagione e la lapidazione, utilizzata ancora oggi in alcuni paesi islamici prevalentemente ai danni di donne adultere. Essa è stata abolita quasi in tutto il mondo, tranne in alcuni paesi dell'America, dell'Africa e dell'Asia, in cui è in vigore anche per crimini non cosi gravi. Si dovrebbe essere contrari alla pena di morte a priori, nel senso che è un po paradossale che si decida di punire, con un'alra uccisione, una persona colpevole di aver ucciso. E tra l'altro uccidendo un essere umano, magari colpevole di aver commesso il peggiore dei reati, non si fa veramente giustizia. Ma anche supponendo di ritenere ammissibile la pena capitale in alcuni casi, ci si pone su un piano molto pericoloso: il sistema, essendo diretto da uomini, non potrà mai essere infallibile poiché ci saranno per forza casi di persone innocenti che vanno a morire per errore, e quindi tutti quelli che si dicono favorevoli alla pena di morte dovrebbero riflettere bene su questi "inconvenienti", che purtroppo ci sono e ci saranno sempre finché l'uomo continuerà a voler essere giudice e carnefice di un altro uomo. Queste morti spesso innocenti non si possono considerare semplicemente come cose che possono accadere, come prezzo da pagare per avere giustizia.

E infatti le argomentazioni a sostegno della pena di morte sono state smontate una per una. Innanzitutto è stato affermato che la condanna a morte dissuaderebbe altre persone dal commettere lo stesso reato in quanto senza di essa non ci sarebbero freni abbastanza potenti contro i delitti. Questa prima teoria è però smentita dai fatti. In effetti, se la tesi fosse vera, dovremmo avere uno scarso numero di delitti nei paesi che l'adottano, ma secondo le statistiche non è cosi, anzi sembrerebbe che i paesi che non prevedono la pena di morte abbiano un tasso di criminalità inferiore rispetto a quelli che l'adottano e questo riscontro è ovvio perché purtroppo l'omicidio è un reato che viene commesso spesso sull'istinto di un momento, in un attimo di follia, e solo raramente è calcolato e studiato a tavolino, perciò è improbabile che chi abbia intenzione di commettere un reato del genere si metta a calcolare le conseguenze e decida poi di non compierlo per paura della pena capitale. Va detto anche che, parlando di pena di morte, si pensa sempre a crimini terribili, ma in paesi come la Cina, l'Iran e l'Iraq si può essere condannati a morte anche per corruzione, per reati economici o finanziari e anche per adulterio.
Si afferma inoltre che è meno costoso uccidere i colpevoli piuttosto che tenerli in carcere, ma anche questa tesi è smentita da diversi studi dai quali è emerso che la pena capitale costerebbe molto di più di quanto costi mantenere una persona in carcere a vita.
L'argomentazione a favore della pena di morte forse più difficile da controbattere è il fattore emotivo: perché non punire con la morte coloro che si macchiano di omicidi particolarmente orrendi, che magari hanno riguardato bambini indifesi o che sono stati compiuti senza un motivo apparente, da "mostri" che uccidono semplicemente per il gusto di uccidere? La ragione per cui andrebbe rifiutata è semplice: la pena non è fatta per torturare il colpevole, ma per impedirgli di fare ancora del male, e con l'ergastolo questo obiettivo si raggiunge. Che poi troppo spesso i condannati per ergastolo escano con permessi o vengano magari graziati per buona condotta è un'altra questione. La soluzione non è certo quella di condannarli a morte, ma semmai quella di rendere maggiormente incisivo lo strumento dell'ergastolo.
Anche don Mazzi afferma questo: "Chi siamo noi per decidere della fine di un altro uomo? Siamo forse Dio?" Noi siamo in grado di giudicarli, perché certi crimini sono talmente orrendi da non poter restare impassibili, ma la pena di morte è semplicemente inutile poiché tutti abbiamo il diritto di vivere, anche se commettiamo il peggior atto del mondo. Certo, non si può chiedere pietà ai familiari delle vittime: loro sarebbero giustificati se anche volessero uccidere quelle persone; ma noi abbiamo il dovere di garantire a tutti il diritto alla vita e se non ne siamo capaci non potremo mai definirci uomini cristiani, perché Dio ci ha insegnato a perdonare, anche nei casi più estremi e quando è l'ultima cosa che vorremmo fare.

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