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Il fenomeno dell’immigrazione è sempre esistito, e sempre esisterà, in quanto chi per un problema, chi per un altro ha sempre trovato, nella soluzione di abbandonare la propria patria, la scelta migliore. L'uomo primitivo sentiva il bisogno di spostarsi da un posto ad un altro per cacciare e procurarsi del cibo. Ma molte persone sono dell’opinione che l’immigrazione sia la causa dell’esistenza del razzismo, in quanto la permanenza di uomini di “razza diversa “, se così si può definire, ha sempre suscitato diffidenza, paura e anche odio in alcuni casi. Secondo il documento 4, in cui lo scrittore Tahar Ben Jelloun immagina di spiegare a sua figlia di 10 anni cosa è il razzismo e come nasce , si spiega che il razzismo consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre. Gli immigrati sono spesso visti come persone differenti da noi, ad esempio perché hanno un colore della pelle differente. Ma chi è di questa opinione è solo una persona ignorante e senza cultura, in quanto il colore della loro pelle è dato dal fatto che vivono in zone in cui il sole batte così forte, che la pelle per proteggersi dai raggi, diventa più scura. Quindi spesso i pregiudizi nascono dalla poca cultura. Infatti con la cultura si impara a vivere insieme, si impara che non siamo soli nel mondo, e che esistono altri popoli e altre tradizioni che sono altrettanto valide delle nostre. Inoltre le persone che decidono di lasciare il proprio paese per un altro, hanno sempre un motivo più che valido come dice il documento 2. Il loro desiderio è di restare nella loro patria, ma quando la patria diventa un luogo pieno di violenza e di povertà, l’uomo è costretto a fare una scelta, che lo porta a lasciare il proprio mondo e sperare di trovare qualcosa di meglio. Appena lo straniero arriva nel nuovo paese, è pieno di speranza ma anche di paura, una paura simile a quella che prova l’ospitante, ma allo stesso tempo diversa. Lo straniero ha paura dell’ignoto perché non sa cosa può accadergli, l’ospitante invece ha sempre paura dell’ignoto, ma non per lo stesso motivo, ha paura di ciò che non conosce, e in questo caso dell’uomo venuto da un altro paese. Il razzista inoltre è più portato a diffidare di un operaio africano che non di un miliardario americano, perché il secondo è venuto nella nazione per spendere soldi, mentre il primo può essere venuto solo a prenderli. L’Italia, che da ormai anni è la nazione che accoglie più stranieri, viene spesso criticata per l’accoglienza riservata a queste persone, perché come fa notare l’OCSE nel documento 5, essa ha una burocrazia molto lunga che lascia decine di migliaia di immigrati regolari e contrattualizzati ancora in attesa di un permesso di soggiorno. Inoltre questa organizzazione ha molte perplessità anche sui fondi dispersi o non utilizzati, o anche sul fatto che questi immigrati poi vengono sfruttati e vengono assunti per lavorare a nero. Gli immigrati arrivando nei nuovi paesi, pur di lavorare, fanno lavori che gli abitanti del posto evitano di fare, essi così vengono anche considerati capri espiatori di eventi come i saccheggi nelle case, o problemi di lavoro, o persino della crisi, in quanto il paese ospitante spende decine di euro al giorno per farli vivere, e poi lascia i cittadini senza denaro. Ma la cosa più sconvolgente è che molte persone razziste, sono le stesse che hanno origini straniere, e che quindi si sono dimenticate che effettivamente anche loro non sono membri effettivi della nazione. Esiste anche, però, una parte considerevole dell’umanità che vede negli emigranti persone che non portano solo problemi, ma che anzi sono di aiuto alla nostra civiltà. Innanzitutto portano manodopera per numerosi settori in cui c’è carenza, come ad esempio nei campi dei pomodori. Portano anche contributo di creatività e sviluppo economico, perché l’economia cresce anche trasformandosi, innervata da nuove idee. Grazie al loro tipico spirito di laboriosità e di sacrifico hanno un apporto positivo alla stabilità sociale, perché insegnano agli abitanti del luogo in cui si sono stabiliti, ad avere tenacia se si vuole perseguire un obiettivo. Infatti, gli emigranti per avere successo devono sforzarsi molto più degli altri , perché devono abbattere anche i pregiudizi, e facendo ciò danno anche un buon esempio. Gli stranieri inoltre arricchiscono anche la nostra cultura, aggiungendo le loro tradizioni alle nostre, e facendoci vedere un modo diverso di vivere la vita e di concepirla .

Ma ci sono e ci saranno sempre persone testarde che vedranno negli immigranti solo fonti di problemi, e che li identificheranno non per quello che effettivamente valgono, ma per quello che sembrano, e cioè persone diverse e inferiori. Ma questo non deve scoraggiare, la nostra civiltà è in continuo progresso, e ci sarà sempre la speranza del cambiamento. La speranza è come una strada nei campi: non c’è mai stata una strada, ma quando molte persone vi camminano, la strada prende forma.

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