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La giustizia consiste dunque nel fare il proprio dovere senza superare i limiti del proprio ruolo!

Platone amico e discepolo di Socrate si interessò subito alla politica; ma pian piano capì che non poteva parteciparvi perché la politica dei suoi tempi lo deluse profondamente, convincendosi che era molto difficile far parte all’ amministrazione dello stato restando onesti; perciò decise di fare politica a modo suo. Egli propose un modello di stato perfetto strutturata in tre classi sociali:
1. i governanti che dovevano possedere la saggezza nel riuscire a influenzare i cittadini.
2. i guerrieri che dovevano possedere il coraggio perché in caso di guerra dovevano combattere e vincere i nemici.
3. i lavoratori che dovevano possedere la temperanza.
Ma quest’ultima virtù era necessaria per tutte e tre le categorie.
Di questo stato perfetto, ne parla nel suo capolavoro “la repubblica” e si pone come domanda: che cos'è la giustizia? La giustizia è l’equilibrio tra le parti che garantisce la tenuta del tutto, questo equilibrio rende felice ogni singolo cittadino. Lo stato, come detto in precedenza, era formato da alcune classi ed erano appunto queste lo reggevano e dovevano seguire la loro natura senza superare i limiti del proprio ruolo, dovevano farsi guidare dall’anima soprattutto dalla parte razionale e quella eroica e controllare e sottomettere la parte irrazionale e concupiscibile. Inoltre dovevano possedere la maggior parte del grado possibile di sapere e in questo modo potevano reggere la polis.

In modo riassuntivo ho spiegato il pensiero di Platone e in riguardo alla frase: “la giustizia consiste dunque nel fare il proprio dovere senza superare i limiti del proprio ruolo” ritengo che l’uomo come tale deve essere libero di scegliere (in base alla sua intelligenza, alle sue capacità) il lavoro che egli vuole fare senza che gli venga imposto da nessuno, tanto meno dallo stato. Tutt’oggi, non esiste un ruolo fisso nel mondo del lavoro, perché se così fosse non ci sarebbe disoccupazione. La società di oggi è molto più complessa e articolata di quella del passato: si hanno più esigenze e si vuole a tutti i costi raggiungere il benessere economico. Quante persone ci sono che fanno due lavori contemporaneamente? Non è detto che l’uomo sia predisposto a fare solo un tipo di lavoro ma se possiede le competenze, può farne più di uno. Nell’antichità, invece, l’uomo aveva una sua collocazione sociale, dovuta allo status sociale dei genitori e alle leggi dello stato e la situazione era accettabile dato il numero limitato dei cittadini e delle loro esigenze.
Oggi l’uomo deve essere in grado di decidere del proprio ruolo in base alle sue potenzialità, ambizioni ed esigenze e se può, evadere cercando di migliorarsi sempre più.

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