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Traccia
Saggio breve/articolo Ambito scientifico
Enrico Fermi - Basato su "Ritorno a Chicago: Enrico Fermi e la nascita della fisica delle alte energie nel secondo dopoguerra (1946-1954)" tratto da "Giulio Maltese - Tratto dalla relazione su invito presentata al XXI Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia"

Svolgimento
Alla fine della seconda guerra mondiale, la fisica conobbe nuovamente un importante momento di sviluppo, attraverso importanti studi principalmente sulle particelle elementari, portando via via a quel processo che avrebbe permesso la nascita e la diffusione dell'energia nucleare quale nuova importante (e discussa) energia nuova.
Enrico Fermi, uno dei principali scienziati di questo periodo, fu autore di numerose scoperte scientifiche delle quali meritano particolare attenzione, la prima reazione a catena e il test della prima bomba atomica.
L'impegno per la ricerca e lo sviluppo al fine di garantire continuità nello studio del nucleare, rappresenta uno dei principali punti degli studi di Fermi, che mantenne un ruolo attivo anche nella didattica, fondando la "Scuola di Chicago" da cui uscirono importanti scienziati.

Fermi fu un forte e convinto sostenitore dello sviluppo della fisica delle alte energie, e spinse costantemente verso la realizzazione di acceleratori di particelle e via via, diventando il più grande fisico dei neutroni del mondo.
Tali ricerche lo portarono via via a concentrarsi e dedicarsi in via consequenziale, nel settore della fisica nucleare dedicata alle energie.
La ricerca di energie alternative, nuove, necessarie allo sviluppo dei Paesi, anche in alternativa a tutte quelle fonti di energia che si stanno esaurendosi, ha sempre caratterizzato millenni di storia. La tecnologia e gli studi hanno portato indubbiamente ad una serie di agevolazioni, da una parte, permettendo la realizzazione di progetti ambiziosi e garantendo energia costante in tutti i settori, dalla vita privata alla produzione industriale e ai trasporti, ma creando sempre molteplici dubbi e discussioni sia sotto il profilo etico che sotto quello dell'impatto ambientale, senza trascurare gli interessi economici e di conseguenza i conflitti bellici che tali interessi comportano.
La ricerca, dunque, di nuove energie, dovrebbe essere motivata principalmente da una doppia necessità: sopperire le risorse che stanno diminuendo da una parte, e trovare un'energia che abbia nullo o minimo impatto ambientale a fronte di benefici oggettivi ed immediati che possano portare al benessere collettivo.
Gli studi affrontati da Fermi, con attenzione alla produzione nucleare, risalgono a mezzo secolo fa, ma hanno ancora ripercussioni forti ai giorni nostri. Tali studi hanno sì portato alla possibilità di realizzare centrali per la produzione di energia nucleare, ma non hanno ancora portato alla soluzione di eventuali problemi consequenziali alla sua applicazione.
Si considerino le opinioni contrastanti delle masse a tale riguardo. Molte nazioni hanno adottato l'energia nucleare quale principale fonte di produzione energetica, mentre altre nazioni, tra cui l'Italia chiamata di recente a votare a tale riguardo, hanno deciso di evitarla. La questione è molto delicata, dal momento che sono chiari i benefici della produzione nucleare, la velocità della produzione di energia con bassi costi di produzione stretta (e non altrettanto bassi di mantenimento degli impianti e di controllo per la sicurezza) ma sono altrettanto chiari i rischi connessi sia al malfunzionamento delle centrali che ai forti dubbi sullo smaltimento delle scorie.
Ritengo allo stato attuale delle circostanze, molto difficile uscire da questa situazione contrastante.
La ragione principale, in una visione utopistica della Società, in cui gli interessi economici siano solo secondi all'interesse vero del Paese e dell'ambiente, è rappresentata dalla scissione netta delle due correnti di pensiero. Pensiero che non solo non trova una maggioranza assoluta e netta nei singoli Paesi, ma che porta il Mondo intero ad una contrastante separazione, tra gli Stati favorevoli che hanno centrali nucleari operative ormai da decenni, e quelli contrari che producono energie diverse, ma che paradossalmente ne acquistano da quelli che invece, grazie alle applicazioni dell'energia nucleari, riescono a soddisfare le proprie necessità con una sovraproduzione utile alla vendita.
Questa situazione, porta dunque ad un impiego di studi e di risorse frammentario. Chi è favorevole impiegherà maggiori risorse di studio per eliminare gli attuali problemi, considerati comunque marginali, o non così importanti da aver impedito la possibilità di iniziare già con l'impiego delle centrali. Dall'altra parte le nazioni contrarie impiegheranno (o dovrebbero impiegare) risorse per cercare energie alternative.
La cosa destabilizzante però, e qui mi riferisco principalemnte all'Italia, è considerare quante energie già esistano, energie rinnovabili e naturali, e quanto poco siano sfruttate.
L'Italia, per conformazione geografica, può vantare la presenza di tutte le energie rinnovabili. Italia, terra di luce, penisola circondata dal mare, con località marine, montane, ricca di fiumi e laghi. Senza dimenticare l'importanza del vento.
Nazioni meno predisposte, impiegano, ad esempio, l'energia solare a largo raggio. Si pensi ad esempio alle nazioni scandinave, sicuramente meno predisposte della nostra nazione all'accumulo di energia solare.
Il problema principale, non della nostra nazione, ma male mondiale, rimane sempre lo stesso. Prima dell'ambiente e del benessere dell'uomo, gli interessi economici rimangono al primo posto.
La ricerca scientifica, atta a sviluppare energie rinnovabili e nuove, rimane emarginata da interessi ben più importanti.
Le ricerche di Fermi appaiono dunque attuali da una parte, ma assolutamente contrastanti con la situazione odierna dall'altra.
L'attualità è rappresentata dalla tematica, l'energia nucleare, che ancora rappresenta un importante argomento di discussione, confronto e discordia, non avendo ancora trovato una definizione tale da rendere oggettivamente questo tipo di energia strettamente positiva o negativa.
La spinta di Fermi invece contrasta con la situazione odierna. Gli studi sono stati svolti con coinvolgimento ed entusiasmo, motivati da un grande interesse scientifico, ma anche dalla volontà di trovare valide alternative alle energie allora utilizzate. Una ricerca, dunque, finalizzata al benessere delle moltitudini.
Fino a quando gli interessi dei singoli, saranno superiori e più forti del benessere di massa, la ricerca scientifica sarà sempre pilotata e poco stimolata, rendendo di fatto le energie maggiormente diffuse, le energie privilegiate a prescindere dai risultati ottenuti dalla ricerca.
Al posto di parlare di energie che cambiano il mondo, bisognerebbe cominciare a parlare delle energie che il mondo ci mette a disposizione e che noi, superficialmente, trascuriamo perseveranti.

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