Emigrazione italiana all'estero

l'emigrazione italiana all'estero

Tra il XIX e il XX secolo l'Italia fu protagonista di un grandissimo fenomeno di emigrazione che riguardò tutta la penisola, i migranti partivano dall'Italia verso paesi che avevano bisogno di grande manodopera e avevano grandi territori incolti, sopratutto nelle Americhe (Argentina, Brasile, Stati Uniti), quest'emigrazione di massa fu resa possibile dai progressi in campo navale che permisero viaggi meno costosi e più sicuri.
L'emigrazione cominciò nelle regioni settentrionali, (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte) ma successivamente colpì in maniera più violenta il Meridione, i migranti erano soprattutto contadini e braccianti, di solito uomini, poiché le donne restavano in Italia per gestire le attività con il supporto economico derivante dallo stipendio del marito che spediva i propri guadagni verso la madrepatria.

Si conta che tra il XIX e il XX secolo quasi 30 milioni di italiani abbiano lasciato l'Italia; questi migranti, una volta raggiunto un determinato Paese, iniziarono a formare delle comunità che col tempo sarebbero scresciute sempre di più e che esistono ancora oggi.
Le cause dell'emigrazione sono molteplici: innanzitutto la tassazione elevata, soprattutto al sud, creò numerosi disagi agli abitanti delle campagne, ma contribuì anche il diffondersi di epidemie che devastarono le zone agricole.
Anche il progresso fu responsabile eliminando numerosi lavori del mondo rurale e distruggendo l'industria domestica che, se al Nord veniva sostituita dalla nascita delle fabbriche, al Sud sono proprio i manufatti settentrionali ad espellere i prodotti locali.
In un periodo caratterizzato da una situazione economica disastrosa e difficile, l'emigrazione fu come una manna dal cielo per lo Stato italiano, che si vide "alleggerito" di molti disoccupati e con gli incassi delle "rimesse" (il denaro proveniente dai migranti che si trovavano all'estero) che riuscirono in parte a sanare l'economia permettendo all'Italia di estinguere i debiti con gli altri Paesi mondiali. Inoltre fu un'occasione per lo sviluppo dell'economia marittima della costa ligure con la produzione delle imbarcazioni per i migranti.
Il fenomeno emigratorio italiano è importantissimo, in quanto non esistono altri Stati europei che hanno avuto un flusso di migranti così grande e di così lunga durata.
Al giorno d'oggi, a seguito della grave crisi economica, è partito un nuovo flusso migratorio dall'Italia, questa volta i diretti interessati sono i giovani, spesso si tratta di laureati (quindi si parla di fuga di cervelli) ma non solo e le mete più ambite sono il nord Europa ma anche gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia.

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