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Dolce Stilnovo

Il Dolce stil novo è un movimento che prende il via dal 1280 circa e termina la sua marcia nel 1320 circa. Nasce dalla lirica del Bolognese Guido Guinizzelli, in apporto con la filosofia universitaria, e si sviluppa anche in Toscana e in particolar modo a Firenze.
La poesia stilnovistica introduce una concezione indubbiamente nuova della donna, la quale si trova ad assumere in Terra la funzione medesima che portano le intelligenze angeliche. In campo sociale abbiamo che la nobiltà come virtù d’animo si va a sostituire alla nobiltà di tipo esclusivamente ereditario. La necessità di cogliere Dio mediante la donna va a concretizzare e valorizzare le tematiche in generale dell’amore, tematiche che vengono ora approfondite come non prima. I temi permangono, ma i significati subiscono un profondo mutamento a livello significativo: ad esempio il tema che affianca la figura della donna a quella angelica, diviene una metafora che si localizza prevalentemente a livello estetico, e che mira ad esaltare la bellezza femminile.
La donna viene ad essere “messaggera” del divino, trovandosi a mediare l’uomo e Dio. È proprio da qui che nasce il tema tipicamente stilnovistico del saluto (che è fonte di salute, ossia di salvezza).
Il tema amoroso vede mutare la vecchia ideologia cortese e l’amore diventa incrementatore delle doti spirituali dell’uomo. Dante stesso ci dice nei versi 49-63 del canto XXIV del Purgatorio che il poeta diventa intermediario di Amore: “I’ mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch’è ditta dentro vo significando”; e nei versi seguenti definisce il carattere stilnovistico.
Per quanto riguarda le novità che il Dolce stil novo porta sul piano timbrico si vede un linguaggio più delicato e aggraziato, o come dice Natalino Sapegno “[...] una lingua più schiva, [...] limpida e sensibile[...]”.
Per quanto riguarda i rappresentanti di questo movimento abbiamo tra i più importanti Guido Guinizzelli (1235-1276), che è il primo a distaccarsi dalla letteratura precedente, vale a dire la Scuola Poetica Siciliana, facendo coincidere Amore e Gentilezza e introducendo il rapporto che lega donna ed angelo; successivo per periodo è Guido Cavalcanti (1259-1300), che ha una visione più passionale dell’amore e questa passione viene resa mediante la personificazione dei sensi, che secondo la filosofia del periodo avevano sembianze di spiriti o spiritelli; sarà Dante Alighieri (1265-1321) il vero innovatore, che principalmente nella Vita nuova e in parte delle Rime introdurrà il tema del ricordo, contrapponendo l’amarezza del presente alla dolcezza del passato.
Dall’altro lato Dante diventa innovatore con il superamento dell’ineffabilità, come dice Pietro Ghibellini “il motivo dell’ineffabilità [...] viene affinato dai poeti delle Origini e da Dante in particolare [...]”.
Con il Dolce stil novo, infine, come dice Natalino Sapegno “[...] la rappresentazione della vita psicologica diventa più intima e sottile”.

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