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UN MONDO MALATO
Destinatario: giornalino scientifico della scuola
Ultimamente si è parlato e scritto tanto di ecologia e di salvaguardia della natura, di guai causati dalla negligenza umana. La gente, però, forse scocciata da tutto questo, è indifferente a ciò che succede e a vedere l’ambiente distrutto perché poi, sono loro che inquinano. Infatti l’uomo è sempre stato un inquinatore. Però, mai come dopo la rivoluzione industriale, l’ambiente è stato distrutto e oramai è questione di anni che tutti gli equilibri salteranno. Da poco tempo si stanno cercando di risolvere i problemi causati in passato. Oramai, le sconfortanti descrizioni di fatti, stanno rafforzando l’idea di vivere in un “mondo malato”.

LA FORESTA AGGREDITA. Il terreno italiano è coperto per circa 6 milioni di ettari da boschi. Non è tanto se si pensa che 5 mila anni fa tutta l’Italia era ricoperta da alberi. Nonostante il bosco sia un bene prezioso, nel nostro Paese è ancora poco protetto. I guai più grossi, arrivano quando ci sono di mezzo gli incendi, infatti, molti ettari di terra vengono distrutti. Nelle regioni più povere meridionali, alcuni provocano degli incendi per trovare lavoro. È vero infatti, che per spegnere un incendio, ci vuole mano d’opera. Ci sono anche altri tipi di incendi tra cui quelli dolosi e quelli colposi: i primi stanno a significare che questi sono stati appiccati intenzionalmente, mentre, gli altri, in modo involontario. L’ipotesi che a volte si tira in gioco quando c’è un incendio e cioè l’autocombustione, deve essere scartata perché in Italia è impossibile. Un altro problema dei boschi sono le piogge acide. Queste causano gravissimi danni sia alle foreste che ai pesci dei laghi. I maggiori responsabili sono i grandi complessi industriali che producono tanto azoto.

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