maryP di maryP
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E’ uscito un nuovo libro di Melissa P! Titolo: in nome dell’amore. Data di uscita: 14 aprile del 2006. Ormai è più di un anno che questo libro è in circolazione, ma qualcuno ne ha mai sentito parlare? Per i moltissimi che risponderebbero di no, è una lettera aperta al cardinale Ruini sulle idee della Chiesa riguardo sia alla famiglia, sia all’aborto, sia alle coppie non sposate, anche gay.
Questo libro, in modo molto chiaro e critico, riesce a farci capire quanti pregiudizi esistano ancora nella Chiesa dei nostri giorni, che viene attaccata senza mezze misure. Ogni capitolo inizia con una parte in corsivo in cui l’autrice riporta ciò che è stato detto o scritto da vari esponenti della Chiesa in alcuni documenti, con alla fine un’annotazione per poter controllare facilmente la loro veridicità. Questi documenti spaziano da parti del Catechismo, a parole del cardinale Ruini, addirittura a frasi dette dall’ex cardinale Ratzinger, ora papa. Dopo l’autrice prosegue con l’esporre le proprie idee riguardanti la situazione attuale in Italia e l’atteggiamento della Chiesa verso di essa: idee sempre critiche, che fanno risaltare l’intolleranza e la scarsa modernità della Chiesa. Lo scopo dell’autrice è quello di aprire gli occhi a molte persone su cosa sia diventata ora una delle più grandi e antiche istituzioni italiane.

Sono 103 pagine di pura critica, fatta principalmente di domande dirette, alle quali nessuno può trovare qualcosa in contrario. Un esempio? Parlando delle coppie di fatto, Melissa si chiede perché la Chiesa non le approvi, visto che Gesù ci diceva solo di amarci l’un l’altro, non di sposarci obbligatoriamente. Tutte queste domande sono indirizzate a una precisa persona: il cardinale Ruini. Ma la risposta dov’è? Le critiche sono forti e decise, fatte, oltre che di domande, di qualche racconto che rispecchia la realtà italiana. Ma perché il Cardinale Ruini non ha risposto? Forse perché non ha considerato abbastanza importante un libro scritto da una ragazzina (perché l’autrice ha solo 22 anni), ma le idee che lei espone sono ormai comuni, si sono sentite in giro milioni di volte. Melissa è solo riuscita a riportarle su carta in maniera molto convincente. Oppure non c’è stata una risposta perché anche il cardinale si è accorto che non c’è assolutamente niente di sbagliato in quello che Melissa pensa? Ma se fosse così la Chiesa avrebbe dovuto ragionare e iniziare un cambiamento, invece è successo solo che questo libro è passato sotto silenzio.
Si capisce che l’autrice è giovane, e che il libro è stato scritto maggiormente per i giovani: a parlare dell’amore è una giovane donna che si sta accorgendo che la vita non è tutta rose e fiori ma al contrario ci sono molte cose che non vanno come si crede da bambini. E questa giovane donna sfoga la sua rabbia, fatta di speranze disilluse, scrivendo. Nella prefazione lei dice che questo libro non è un’accusa, piuttosto un’autodifesa: infatti gli argomenti presi in considerazione sono quelli che più riguardano l’autrice, come le coppie di fatto o l’aborto, realtà che lei approva e che invece sono condannate dalla Chiesa. Ma l’impressione che si ha leggendo, non è quella di un’autodifesa, ma di un attacco molto diretto e forte verso i pregiudizi della Chiesa.
Ma quello che più si nota tra le parole di questo libro è che ormai la Chiesa è cambiata dai tempi di Gesù: i documenti presi in esame da Melissa sono parole non del Vangelo, ma di persone che affermano di poterlo interpretare anche se in realtà considerano solo ciò che fa loro comodo. Per esempio alle pagine 21-23, sono riportati documenti in cui la Chiesa afferma che la pena di morte e la guerra, in determinati casi, sono giustificabili. Ma Cristo non aveva detto di amarci l’un l’altro?

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