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Goethe, Wolfgang - Faust

Recensione

La pagina è stata scritta da sbardy e inserita da sbardy.

Riassunto del "Faust" di Goethe

Volume I

Prologhi


* Dedica
* Prologo sul teatro: Direttore - Poeta. Il direttore è avido di guadagno, il poeta difende i diritti del genio e ha simpatia per l'improvvisazione e vuole preparare il pubblico all'apparente disorganicità del Faust.
* Prologo in cielo: Mefistofele - Dio ® accordo. Mefistofele può tentare come vuole Faust, ma Dio è convinto che non ci riuscirà. Entrano nuovi elementi: la lotta tra l'Io e la natura.

Prima parte della tragedia

* Notte: Faust si rende conto di non sapere nulla del desiderio di reagire alla conoscenza libresca per avviarsi, staccandosi dall'illuminismo, verso una conoscenza intuitiva per svelare l'essenza della natura. Vuole arrivare alla chiarezza. Invoca lo Spirito della terra, ma si conclude in una sconfitta perché sente ancor più dolorosamente la distanza tra l'uomo e Dio, tra la creatura finita e l'infinito. Viene rispinto entro i limiti delle sue umane possibilità, come castigo di essersi creduto simile a Dio. Dialogo con Wagner (studente) che vorrebbe sapere sempre di più. Wagner è il rappresentante della decadente tradizione della retorica umanistica e di alcuni aspetti della letteratura del tempo.
Più tardi, solo decide di suicidarsi, per rientrare nell'universale, nell'infinito. Il desiderio di vivere e l'aspirazione di fondersi con il tutto sono in Goethe spesso uniti con il senso della morte. Faust crede l'inferno una creazione umana. Gli angeli evocano in lui il periodo felice della sua giovinezza e lo fermano.
Streben: impulso che non lo abbandonerà mai, come energia vitale e positiva. Allo Streben di Faust, che è desiderio di andare sempre oltre i risultati delle proprie esperienze, si oppone il Genus di Mefistofele, che è quasi voluttuosa pigrizia di appagarsi in quello che è.
* Fuori della porta della città: giovani a passeggio.
Inquietudine di Faust contrasta con la pacata esistenza di Wagner e il primitivo viversi della folla. Faust si rivolge agli spiriti dell'aria perché lo strappino alla sua chiusa esistenza.
"Due anime abitano nel mio petto, l'una si vuol separare dall'altra". ® Faust è ormai fuori dal dualismo cristiano: cielo / terra, Uomo / Dio, natura / spirito. Il suo dualismo è dentro di lui. Ecco le due anime. Una lo avvince al mondo sensibile, l'altra verso l'infinito e il divino.. il diavolo è un po' la voce della prima anima, ma Faust sa che la seconda avrà il sopravvento.
Faust vede un cane ® Mefistofele
* Studio: dal cane si sviluppa Mefistofele. Non appare a Faust perché è stato evocato, ma per il discorso del prologo in cielo. D'altro canto Faust non aveva invocato il demonio, ma gli spiriti che stanno tra cielo e terra. Mefistofele gli si presenta come un diavolo come tutti gli altri.
* Studio: patto. Faust accetta le condizioni di Mefistofele e questi crede che vincerà la scommessa saziandone il corpo e l'animo di brutali piaceri. Faust, poco preoccupato di com'è l'aldilà perché non crede all'aldilà tradizionale, si sente legato alla terra e vuole vivere qui la sua esperienza, è anche convinto che non potrà mai arrivare a una dichiarazione che indichi soddisfazione e sazietà nel suo animo perché non crede nemmeno a queste possibilità. Nell'accettare il patto egli accetta anche il patto con se stesso: non soggiacergli. Faust si ribella al suo tempo e alla cultura. Solo se Mefistofele riuscirà a spegnere il suo desiderio di agire, Faust sarà sconfitto. Ma sa anche che Mefistofele, per la sua natura, non può capire l'essere umano nel suo alto tendere e gli chiede che gli può dare senza illudersi. Faust arriva ad un impegno con sé stesso e contro Mefistofele: non lasciar mai spegnere il suo desiderio di vita ® germe della vittoria finale di Faust. Mefistofele, che gli consiglia di abbandonarsi ai piaceri della vita, non lo comprenderà mai. (leggi pag. 83)
Faust - Goethe volta le spalle all'Illuminismo per abbracciare l'irrazionalità dello Sturm und Drang: "entro qualsiasi costume sentirò sempre la pena di questa angusta esistenza terrena". Entra uno scolaro che rappresenta Goethe giovane di Lipsia.
* Cantina di Auerbach a Lipsia: ambiente studentesco. Arrivano Faust e Mefistofele. Faust quasi non parla, il diavolo fa uscire il vino dal tavolo ma, quando inavvertitamente uno studente lo fa cadere per terra, si trasforma in fiamme.
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