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Gli allenatori strumentali e i simulatori

Per addestrarsi i piloti che desiderano imparare a volare e mantenere l'allenamento con costi ridotti e possibilità di apprendimento di errori maggiore, sono i simulatori.
Poichè il problema incide pesantemente non solo sui bilanci dei privati, ma anche sopratutto su quelli di compagnia o commerciali, l'industra aeronautica e altri produttori hanno sviluppato anche questi gioielli di meccanica ed elettronica comunemente chiamati simulatori di volo.

La necessità di disporre di un apparato che, oltre a ridurre i costi, potesse facilitare l'addestramento al volo, fu avvenuta fin dall'inizio della storia dell'aviazione.
Il primo rudimentale attrezzo, di fabbricazione inglese risale infatti al 1910 era chiamato Early Billings Oscillator, e corrispondeva a un simulatore di volo di un aeroplano specifico e montato su un pilone situato in mezzo a un prato, all'aperto. Quando il vento spirava a velocità specifica la macchina si azionava e il pilota muvendo i comandi di volo meccanizzati era in grado di far oscillare l'aereo intorno ai tre assi dove era imperniato.

Poi con il passare degli anni inventarono sempre più simulatori migliori e uniti con l'elettronica e non solo con la meccanica e le scoperte che acceleravano lo sviluppo dei simulatori.
Oggi giorno abbiamo i simulatori di tutti i tipi da quelli per gioco a quelli full-motion con movimenti uguali a quelli reali e stesse condizioni di pressione e pesi.
L'utilità di questi dispositivi per acquisire familiarità con le fasi del volo e la parte strumentale è senza dubbio preziosa e convenienti.
Il loro impiego, sia da parte degli allievi per l'addestramento, sia da parte dei piloti già professionisti per l'allenamento è perciò importante.

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