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Malte: sono un conglomerato di:
- Leganti
- Inerti: possono essere artificiali o naturali e compongono il 65-70%, principalmente con sabbia fine (0-0,5 mm), media (0,5-2 mm) o grossa (2-5 mm) che dà maggiore resistenza meccanica e limita il ritiro
- Acqua: deve essere priva di Sali e di sostanze che limitano l’indurimento
- Additivi: possono essere vari e vengono inseriti per migliorare alcune prestazioni come:
• Plastificanti: migliorano la lavorabilità
• Espandenti: eliminano il ritiro
• Acceleranti: accelerano il tempo di presa
• Ritardanti
• Antigelo: abbassano la temperatura di congelamento
• Alleggerenti
• Incrementa tori: più resistenza a compressione
• Impermeabilizzanti
Se ne possono aggiungere vari.
La preparazione dell’impasto può avvenire a mano (pala) o a macchina (betoniera) e la vecchia norma le classificava in 6 gruppi. Oggi si classificano in M20 (più resistente e meno lavorabile) e Md (dichiarata dal costruttore).

La norma UNI distingue due tipi di malte:
- A prestazione garantita: composizione e produzione scelti dal produttore
- A prestazione prescritta: composizione e produzione prescritte
Possono essere:
1. G: per scopi generici, prodotta in fabbrica, umida o secca
2. T: per blocchi rettificati, in cantiere vengono aggiunti gli additivi
3. L: leggere, con migliori prestazioni termiche, viene fatta in cantiere e non è normata dall’UNI

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