lary456 di lary456
Ominide 100 punti

IL MODULO

È l’unità di misura che regola la costruzione di un edificio o di un corpo umano, desunta a guida da una “costante” o “massimo comune divisore” da un piccolo elemento dell’edificio o del corpo. Nell’edificio si usa il diametro della colonna, o il triglifo (=gruppo di tre scanalature verticali che si ripete a intervalli regolari nel fregio dell’ordine dorico); nelle navi l’interscalmio (=lo spazio tra due scalmi, cioè tra due coste consecutive); nel corpo umano l’avambraccio, o il piede, o il palmo, o il dito.
In origine pertanto il modulo, che noi nell’uso comune chiamiamo imprecisamente anche CANONE (regola) fu modulo-membro; è un modulo-membro che adoperò appunto, alla metà del V secolo a.c. Policleto ne suo dorifero.
Nei secoli seguenti però, per comodità creativa, tanto degli architetti, come degli scultori, il modulo-membro divenne un modulo-numero; una quantità lineare, cioè staccata dall’edificio e dal corpo umano. Si danno anche casi di due o più moduli in uno stesso edificio (tempio di Apollo a Delo).
In genere durante l’epoca ellenistica il modulo tende continuamente a diventare più piccolo; il corpo umano da sei moduli in epoca arcaica (=sei teste) arriva ad essere concepito come insieme di 210 moduli (propriamente: 21 moduli ciascuno di 10 parti; Schlikker)

Il modulo: gli elementi che si succedono a intervalli regolari nelle composizioni ritmiche sono detti moduli.
Sono moduli dunque un segno, un andamento lineare, una forma geometrica o una forma libera, che si ripetono all’interno di uno spazio determinato, mantenendo inalterate le loro dimensioni.
La parola MODULO è usata anche per indicare l’unità di misura alla quale sono rapportate le misure di tutti gli elementi di una composizione. Per esempio, nell’architettura greca, il modulo era la misura del raggio della colonna del tempio. Infatti il raggio della colonna del tempio era assunto dagli architetti greci come l’unità di grandezza alla quale erano riferite le dimensioni di tutte le altre parti del tempio.
La ripetizione di un modulo – si tratti di un segno semplicissimo o di una forma complessa – da luogo a motivi decorativi.

Il modulo: dal latino MODUS “misura”

In genere misura, forma, esemplare, elemento fisso, che si assume come modello a cui attenersi, o come elemento fondamentale secondo il quale determinare o proporzionare le misure di un insieme; unità elementare costitutiva di un insieme detto appunto modulare, formato dalla replica di quell’unità secondo date regole di simmetria e di scansione.
In pratica: elemento o principio sul quale si basano le caratteristiche compositive di un’opera d’arte, e in special modo per l’architettura, i rapporti e il proporzionamento fra le varie parti. Analogamente, nell’edilizia prefabbricata, nell’arredamento e nel disegno industriale, ciascuno degli elementi omogenei (strutture, forme, volumi) con caratteristiche costruttive comuni, di dimensioni uguali o multiple, vengono progettati per essere accostati con grande varietà e libertà allo scopo di essere adattati alle più diverse esigenze.

Architettura: il modulo è la misura convenzionale che stabilisce il rapporto fra le varie parti di un edificio e una unità di base di misura. Nell’architettura greca l’unità base è il diametro della colonna nella sua parte più bassa (imoscapo); da tale unità discendono, per moltiplicazione o per divisione, le misure di tutte le parti dell’edificio. In tal modo nell’architettura greca diventa problema fondamentale l’invarianza del modulo.
Accanto al modulo spaziale, con l’introduzione di elementi prodotti in serie secondo dimensioni unificate quale, per esempio, il mattone cotto, si viene a definire un nuovo tipo di modulo di carattere costruttivo, che riflette le proprietà del materiale, le esigenze di produzione, di trasporto e di montaggio.
La teoria del modulo fu elaborata specialmente dai trattatisti del rinascimento. Il modulo fu nelle loro opere teoriche diviso in sottomultipli, indicati con vari nomi, mediante i quali le dimensioni e le forme di ogni membro risultavano prestabilite sulla base di rapporti aritmetici costanti.

Rapporti modulari geometrici basati soprattutto sulla simmetrie e la corrispondenza di figure geometriche simili e similmente disposte, si riscontrano pure in vari edifici della stessa epoca, sia nella distribuzione delle masse e dei volumi, sia nel tracciato delle singole parti.
I valori oggi stabiliti per il modulo base e per i suoi multipli (multimoduli) e sottomultipli (sottomoduli) riflettono esigenze di praticità d’uso, in sede di progettazione e realizzazione, e lasciano spazio al progettista di definire mediante opportune combinazioni delle serie modulari disponibili, i prescelti moduli spaziali.

Registrati via email