Architettura e Ingegneria nel XIX secolo

Dalla seconda metà del XIX secolo in tutti i Paesi il cui grado di sviluppo aveva reso possibile la crescita e la diffusione dell’arte in tutte le sue forme, si diffuse un “nuovo stile” architettonico, o meglio, un nuovo modo di pensare l’Architettura, il cosiddetto eclettismo, che consisteva nella “convivenza” di più stili architettonici anche appartenenti a periodi diversi, in uno stesso edificio. In passato progettisti che avevano creato opere che seguissero tale criterio vennero duramente criticati, mentre in questo periodo si accetta, quasi passivamente, perché tale espressione serve a sottolineare le capacità artistiche dell’architetto. L’arte del restauro acquista dignità, uno degli Operatori di questo periodo è Eugene Viollet Le Duc che teorizza il recupero della chiarezza progettuale dello stile Gotico. Questo, però, è il secolo dell’Ingegneria e dei nuovi materiali come il ferro, il vetro, il cemento armato e le resine sintetiche. L’architetto viene visto come un semplice arredatore, quindi si preferisce assegnare agli ingegneri il compito della progettazione e realizzazione dell’opera, la cui immagine è espressa negli elementi strutturali e funzionali. Per questo motivo la storia dell’architettura ingegneristica non poteva deludere; le prime grandi opere costruite furono i ponti ad arco in ghisa, le cui luci crescevano continuamente, grazie all’impiego di funi in acciaio, fino ad arrivare alla campata di circa 480 metri del Ponte di Brooklyn fu completato nel 1883, opera dell’ingegnere tedesco John Augustus Roebling, per molto tempo ha rappresentato il ponte sospeso più grande al mondo. Collega tra loro Brooklyn e Manhattan, attraversando il fiume East River, per la realizzazione di tale ponte furono necessari 600 operai, alcuni dei quali persero la vita per incidente sul lavoro Lo stesso Roebling rimase vittima della sua opera e fu sostituito dal figlio Washington, il quale rimase ferito e semiparalizzato a causa di un’embolia gassosa, della quale erano morti il padre e gli operai. Il completamento dell’opera venne garantito da Emily Warren Roebling, moglie di Washington, che seguì attentamente quanto disposto dal marito. Il ponte è costituito da 4 funi d’acciaio ognuna delle quali si compone di 5657 chilometri di filo d’acciaio rivestito in zinco per renderlo resistente al vento e alla pioggia, questi sono ancorati a delle piastre d’acciaio contenute in blocchi di granito posti alle estremità del ponte stesso, a circa 300 metri da tali blocchi vi sono due piloni, che hanno funzione di ancoraggio per le funi d’acciaio, che poggiano su basamenti grandi come quattro campi da tennis. La base del ponte è formata da travi sostenute da tiranti verticali e diagonali, che hanno lo scopo di mantenerle in posizione. Oggi il ponte è diviso in 6 corsie carrabili(3per senso di marcia) e una corsia divisa tra pista ciclabile e pista pedonale. Come i ponti, anche e soprattutto i padiglioni per le esposizioni internazionali vengono considerate grandi architetture tecniche. Il padiglione della prima Great Exposition di Londra è passato alla storia:
- Il Crystal Palace venne progettato da Joseph Paxton nel 1851, fu installato ad Hyde Park anche se successivamente venne smontato e ricostruito in un’altra zona della città. E’ uno dei più celebri esempi di architettura del ferro. Inizialmente si decise di realizzare un progetto base per l’esposizione soprattutto perché tutti i progettisti che avevano partecipato alla gara d’appalto avevano proposto strutture che non potevano poi essere smontate e ricostruite in un'altra parte della città, progetto che poi sarebbe stato sviluppato dai progettisti in una sorta di nuova gara d’appalto. Joseph Paxton, costruttore affermato di serre, propose la variante che prometteva il minor tempo di realizzazione, soli quattro mesi, grazie alla possibilità di realizzare la struttura con materiale prefabbricato e prodotto in serie. La struttura era composta di 1309 moduli, disposti in 77 X 17 con una superficie totale occupata di circa 84000 ; tale struttura non aveva nulla di nuovo, ma era innovativa sotto l’aspetto che assunse; infatti era insolito trovarsi dinanzi ad un edificio costruito esattamente come una serra senza lo scomodo dei muri portanti o di grossi pilastri, efficacemente rimpiazzati da sostegni in ferro. Dopo il trasporto nella sua attuale sede, il Crystal Palace è stato ampliato, estendendo la volta a botte a tutto l’edificio per consentire alle piante di crescere al suo interno, e l’inserimento di torricelle ai lati dello stabile per immagazzinare l’acqua di cui avevano bisogno le piante stesse. Dopo la Great Exposition, nel Crystal Palace vennero ospitate gare sportive ed esposizioni sui dinosauri. Purtroppo tale struttura è stata distrutta da un rogo nel 1936, rimasero in piedi solo le torricelle rase al suolo dai Tedeschi durante la seconda Guerra Mondiale.
Altrettanto eclatante è stata la realizzazione per l’esposizione di Parigi, la Galleria delle Macchine, progettata dall’ingegner Victor Contamin nel 1889. La struttura consiste in una superficie libera di 115 x 440 metri sorretta da un’armatura metallica con capriate prive di travi. Tale struttura doveva essere demolita per lasciar spazio alla costruzione per l’esposizione del 1900, ma queste operazioni avrebbero richiesto molto tempo e molti oneri tanto da decidere per il suo mantenimento, trasformandola nel Palazzo dell’Agricoltura e dell’Alimentazione che all’ingresso ospita una sala delle feste. Nel 1909 venne però presa la decisione di smantellare la galleria delle macchine.
Eccezionale, al punto di meritare di essere inserita tra le opere di architettura ingegneristica è senz’altro la torre in acciaio progettata dall’ingegner Gustave Eiffel, già famoso per l’abilità con cui progettava i ponti ferroviari. Secondo Eiffel, la torre, doveva svilupparsi nella forma assecondando le linee di forza sviluppate dai carichi applicati. Inizialmente la torre venne fortemente criticata, non era, per così dire, gradita alla popolazione, quindi per poter edificarla l’ingegner Eiffel giunse al compromesso che dopo un periodo di venti anni sarebbe stata smantellata, ma evidentemente così non fu. Sulla torre che porta il suo nome, dopo la morte di Eiffel, venne posta, al piano che lo stesso ingegnere usava come studio, una statua in cera che lo rappresentava. Tra tutte queste opere, a segnare la storia vi furono anche i primi grattacieli studiati proprio in questo periodo e strutturati secondo una serie di caratteri inevitabili:
- L’altezza: implica forti carichi sul terreno di fondazione, perciò è opportuno realizzare volumi interrati, in modo da eliminare i pesi del terreno.
- Il sistema strutturale: deve necessariamente essere un telaio in acciaio per offrire resistenza e velocità di montaggio.
- I volumi interrati: devono essere eseguiti in modo da evitarne l’allagamento poiché, vengono destinati a contenere impianti tecnologici oltre che magazzini, depositi e parcheggi.
- Il piano terreno: destinato ad ospitare banche, locali commerciali e simili, si differenzia dagli altri per disposizione interna che dal primo all’ultimo piano, poi, sarà identica.
- Il piano attico: destinato ad ambienti di rappresentanza; la copertura dello stesso è piana e ha la funzione di ospitare impianti tecnologici.
- I collegamenti verticali: devono essere risolti necessariamente con ascensori.

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