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-XVIII Secolo-

Il XVIII Secolo è, principalmente, il secolo dell'illuminismo, cioè di quel vasto movimento culturale-filosofico, sorto in Inghilterra e diffusosi successivamente in tutta Europa, principalmente in Francia.

Durante il XVIII secolo:
• in Spagna la Religione ufficiale è quella Cristiana;
• in Prussia, con Federico II, non viene abolita la Servitù della Gleba;
• la Guerra tra Russia ed Impero Ottomano porta alla spartizione della Polonia, che scomparì completamente dalle cartine geografiche fino al 1918;
• in Inghilterra vi è un problema, visto che vi è un’Oligarchia, cioè un sistema di governo riservato ad uno stretto numero di persone, che erano gli aristocratici, ai quali apparteneva sia la Camera dei Comuni che quella dei Lord;
• in Francia l’assolutismo raggiunto da Luigi XIV viene a finire con i suoi successori, tanto che si ritorna ad una struttura sociale divisa in tre gruppi: nobiltà, chiesa e terzo stato (borghesi e cittadini comuni); il primo successore di Luigi XIV fu Luigi XV, il quale tentò di instaurare un sistema fiscale centrale facendosi aiutare da degli Intendenti (funzionari), i quali non riuscirono appieno nell’opera, poiché certe persone erano più privilegiate di altre. Il successore di Luigi XV fu Luigi XVI, con l’aiuto del Ministro delle Finanze Turgot, attuò delle riforme economiche, eliminando le corporazioni, diminuendo le spese statali, inserimento di alcune nuove imposte e la libera circolazione dei prodotti agricoli; le nuove riforme di Turgot non vennero accolte positivamente dalla nobiltà e anche dai contadini, infatti egli venne rimosso dal suo incarico.

Nella seconda metà del 1700 molti governi europei intrapresero una serie di riforme politiche e sociali; queste riforme volute dai sovrani assoluti, che sembravano seguire le indicazioni degli illuministi, diedero origine al cosiddetto “Dispotismo Illuminato”.
Quindi con ‘Dispotismo Illuminato’ si intende un sistema politico in cui tutti i principali poteri si concentrano nelle mani di un’unica persona e che segue e attua le idee e le riforme illuministe.
Ogni Stato in questo periodo tentò anche di ampliare il più possibile i suoi poteri, attuando il Giurisdizionalismo, ossia una politica che porta alla riduzione o alla cancellazione dei privilegi e delle autonomie ecclesiastiche.
La Politica del Giurisdizionalismo venne attuata in quegli Stati la cui religione dominante era quella Cattolica, poiché erano quegli Stati in cui vi erano grandi autonomie riconosciute agli enti ecclesiastici.

Gli interventi compiuti dai vari Stati si possono suddividere in due:

• il primo intervento è un attacco ai Gesuiti, i quali vennero espulsi dal Portogallo, dalla Francia, dalla Spagna e dal Regno di Napoli; anche il Papa Clemente XIV ordinò la soppressione completa dell’ordine dei Gesuiti (in Russia i Gesuiti non vennero cacciati per volere di Caterina II).
I Gesuiti vennero cacciati dal Portogallo, poiché essi si erano recati nel Paraguay con l’intento di creare una società che applichi i fondamenti del Vangelo ed avevano praticamente fondato un proprio Stato Gesuita; quando la sovranità del Paraguay passò dalla Spagna al Portogallo, i portoghesi, proprietari anche del confinante Brasile, decisero che per avere un completo controllo sul territorio Paraguaiano era necessario cacciare la Compagnia di Gesù, quindi il primo ministro portoghese nel 1759 fece espellere dal Portogallo tutti i Gesuiti.
Questo attacco ai Gesuiti, come già detto, venne attuato anche da Francia, Spagna, Regno di Napoli e Ducato di Parma, poiché questi Stati volevano liberarsi di un’organizzazione che aveva formato una sorta di stato nello stato, poiché erano votati a seguire il Papa.

• Il secondo intervento corrisponde all’abolizione degli Ordini Ecclesiastici Contemplativi, ossia quelli che non si dedicavano ne all’assistenza, ne all’insegnamento, e all’incameramento delle proprietà terriere, cosa che avvenne in Austria, Russia e Toscana.
In Austria e Prussia venne attuata una politica di Tolleranza Religiosa nei confronti dell’ebraismo o della religione greco-ortodossa.
Solamente in Austria venne abolita l’Inquisizione.
In Toscana venne attuata una riforma locale della Chiesa, per renderla autonoma dal controllo del Papa.

Oltre al riordino dei poteri degli Enti Ecclesiastici, in Prussia e nei territori degli Asburgo iniziò un riordino dei sistemi educativi; Federico II di Prussia e Maria Teresa d’Austria organizzarono, nei rispettivi territori, una rete di scuole primarie e secondarie dipendenti dallo Stato.

In questo modo si era andato ad indebolire il potere e l’importanza che avevano gli istituti gestiti dagli ecclesiastici e quindi era stato sottratto alla Chiesa un’importante ruolo nel processo di formazione di ogni individuo.
Vennero dunque create nuove Università, vennero riorganizzati i Piani di Studio in modo che portassero alla formazione di futuri funzionari o professionisti, introducendo anche nuovi insegnamenti scientifici, ampliando le biblioteche, fondando Osservatori Astronomici e Musei.

Sempre nella seconda metà del XVIII secolo, avvenne anche un rilancio economico e una riforma giuridica.
In Lombardia vi era un Catasto Terriero, che doveva servire a ridurre i privilegi nobiliari.
In Austria, Boemia ed Ungheria venne abolita la Servitù della Gleba, così da ridimensionare il potere di ogni nobile.
In Toscana, con Pietro Leopoldo I, vengono aboliti dazi interni per permettere una migliore circolazione dei prodotti agricoli, vengono abolite le corporazioni e vengono cancellate le dogane interne. Venne introdotto nel 1786 un nuovo Codice Penale, che prevedeva l’abolizione della pena di morte; venne anche avviata la preparazione di una Costituzione, che però non venne mai realizzata.

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