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L’illuminismo estrapolò una solida base dalle idee di John Locke e Baruch Spinoza in Francia;essi avevano già avviato l’autosufficienza della ragione umana e la volontà di attuare una critica della tradizione. Proprio questo atteggiamento critico creò uno scontro tra i valori antichi e quelli moderni. Un esponente dell’Illuminismo fu Pierre Bayle che pubblicò un dizionario storici-critico nel quale veniva criticato tutto ciò che la conoscenza poteva offrire in quel tempo in tutti gli ambiti. Per lui il dizionario era come una raccolta di errori presenti nelle opinioni e conoscenze tradizionali e come fonte per l’osservazione della natura.
Gli illuministi furono così colpiti dalla letteratura di viaggi ed esplorazioni che rivelò agli europei le regole di vita dell’uomo primitivo che crearono il mito del buon selvaggio; l’esponente di tale orientamento fu Denis Diderot che confrontò la società cristiana con quella polinesiana. Tale mito diventò simbolo dell’aspirazione di ricondurre l’uomo alle condizioni naturali. Da qui si rifiutò il misticismo, tentando di giungere a verità semplici e chiare. Tra gli illuministi prevaleva una visione deista in cui si accettava l’esistenza di un Dio ma lo si vedeva solo come creatore del mondo. In seguito si diffuse però anche una corrente atea che negava all'anima ogni vita spirituale. I pensatori illuministi erano contrari al cattolicesimo e al clericalismo visti come strumenti di potere poiché l’illuminismo promuoveva una tolleranza contraria alle imposizioni dogmatiche della chiesa. Nella battaglia per la tolleranza si distinse Voltaire che formulò il principio di rispetto per le opinioni religiose e politiche altrui,espresso nel suo trattato sulla tolleranza del 1763. Gli illuministi lottarono per ottenere la libertà di pensiero,ma poco dopo si scaturì uno spirito critico tra le classi sociali e che portò all'assolutismo regio. Molti nobili avvertirono il peso dell’assolutismo,alcuni aristocratici e membri del clero si adoperavano per la realizzazione di riforme, e la borghesia non accettava più di essere esclusa dalle attività di governo. Inoltre le nuove idee furono accessibili attraverso l’Encyclopédie di D’Alembert e Diderot, la quale raccoglieva tutto il sapere dell’epoca . Quest’opera ebbe molto successo e fu importante per la diffusione del sapere e perché era una fonte di informazione per i borghesi. Anche le nuove idee politiche elaborate da Montesquieu e da Rousseau ebbero grande importanza. Infatti Montesquieu proponeva una separazione dei tre poteri tra gli organi dello stato e secondo lui dovevano essere divisi e se si affidano ad un solo uomo questo sarebbe diventato un tiranno. E appunto per rimediare, bisognava togliere al sovrano il potere assoluto e affidare il potere legislativo a un parlamento,l’esecutivo a dei ministri e giudiziario a magistrati. Invece Rousseau rifiutava la monarchia perché la considerava una forma di governo contro natura e bisognava, quindi, ritornare alla natura cioè alla libertà uguale per tutti e per formare una società democratica si aveva l’esigenza di un regime di tipo repubblicano. Infine Rousseau sosteneva il contrattualismo,una dottrina politica basata sul contratto sociale,secondo cui lo stato aveva un accordo con i cittadini per garantire il bene comune.

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