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1492: UMANESIMO E RINASCIMENTO

Dal 1492 in Italia si sviluppa un nuovo movimento che abbraccia tutti i pensieri e tutte le arti. Partendo dal Rinascimento, nella penisola vi è un rifiorire soprattutto in ambito artistico e letterario. L'uomo ha sete di sapere e vuole acquisire sempre più nozioni. Nascono le corti e le varie signorie. I personaggi più rilevanti (in questo caso a Firenze) sono Cosimo De Medici ed ancor di più Lorenzo De Medici, detto il "Magnifico".
In questo periodo storico lo sfarzo è grande, così, per far sì che i signori si facessero importanti grazie alla letteratura, si sviluppò L'Otium letterarium, praticato dai poeti che, in cambio di vitto e alloggio, si dedicavano alla produzione elogistica per il proprio signore (poesia encomiastica e mecenatismo).
La visione umanistica non è più teocentrica, ma incentrata sull'humanitas e sulla capacità dell'uomo di provvedere al proprio destino. Nascono così le Accademie, dove si studiano gli Studia Humanitatis.

La figura dell'artigiano diviene artista e il manufatto opera d'arte (all'interno delle corti si faceva a gara a chi ne possedesse di più). Si abbandona la povertà medievale per entrare nello sfarzo e nell'opulenza.
Si sviluppa il piacere di curare il proprio corpo e il proprio aspetto, l'edonismo, il gusto per il piacere. Infatti, dopo la peste del 1348, la fugacità della vita divenne un pensiero quasi ossessivo, spingendo tutti a vivere secondo il "carpe diem" di Orazio, a cui molto s'ispira la "canzone di Bacco e Arianna".
"Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non c'è certezza." Recita il ritornello.

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