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Il 7 maggio del 1945 la Germania firmò la resa e, nell’agosto dello stesso anno, la seguì il Giappone. Seguirono giorni di grande festa per tutte le città.
Il numero di morti registrati, tra il 1939 e il 1945, è di 71 milioni. Tra questi ci sono militari, civili e 6 milioni per l’Olocausto. Finito il conflitto rimase il problema dei profughi, da tutta Europa.
La Seconda guerra mondiale si differenzia dalla Prima per la distruzione devastante di grandi città come Berlino, Tokyo etc.
La guerra fece crollare il livello di vita di quasi tutte le nazioni del mondo, infatti anche le industrie non producevano più a scopo commerciale ma per rifornire la guerra di alimenti e beni di ogni necessità.

La nascita delle due superpotenze


I veri trionfatori di questo secondo conflitto risultarono essere gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica pur se con ideologie diverse.
L’ideologia americana si basava sui principi della libertà individuale e sulla democrazia; dando opportunità ai forti e annientando i deboli.
L’ideologia sovietica si fondava, invece, sull’idea di uguaglianza, sul controllo statale dell’economia e sul governo del partito unico.
Gli Stati Uniti uscirono dalla guerra come la potenza economica e militare più forte. Il dollaro, moneta americana, divenne il principale veicolo di tutti gli scambi internazionali. (con gli accordi Bretton Woods, firmati nel luglio del 1944 dalla Conferenza di 44 paesi alleati, furono messi in atto dei principi economici validi per tutti). In ambito militare, con le bombe atomiche scagliate sul Giappon, gli Stati Uniti si erano resi inattaccabili.
L’Unione Sovietica aveva, invece, subito l’invasione del suo territorio che aveva causato grossi danni materiali oltre che molte perdite di vite umane.

La conferenza di Jalta


Nel Febbraio del 1945 si tenne la Conferenza di Jalta in Crimea (Russia) dove furono ridisegnati i confini europeo.
La Germania e l’Austria furono separate. Il Giappone fu condannato a pesanti risarcimenti di guerra e ridotto al solo territorio nazionale, perdendo le conquiste in Cina e le colonie nel Pacifico. La Società delle Nazioni fu sostituita dall’Organizzazione delle nazioni unite (Onu) che avrebbe dovuto avere maggiori strumenti per mantenere la pace entrando a farne parte Stati Uniti e Unione Sovietica.

L’Italia


Nel 1947 fu firmato il trattato di pace a Parigi che privò l’Italia di tutte le colonie e dell’Albania, l’Istria divenne iugoslava, perse la sovranità su Trieste che divenne “Territorio libero”, amministrato dal governo militare alleato. Lo stesso anno fuggirono dall’Istria 300 000 di italiani condannati a vagare per il nord Italia e per il Carso rifiutando di integrarsi con il governo slavo.

La Russia s’ impossessa dell’Europa dell’Est


Stalin non rispettò gli accordi di Jalta e, tra il 1946 e 1948, si impadronì del controllo dei paesi dell’Europa orientale sia aiutando i comunisti locali a formare governi favorevoli a Mosca sia usando la tecnica del colpo di Stato. In quest’occasione Winston Churchill coniò l’espressione “cortina di ferro”.

L’Europa divisa in due blocchi


Nel 1948 l’Europa si ritrovò divisa in due blocchi:
A est i paesi socialisti controllati da Mosca;
A ovest i paesi capitalisti, legati agli Americani.
Il messaggio americano era di espandere la democrazia, lo sviluppo economico con ampia libertà individuale ai cittadini mentre il messaggio sovietico era di affidare gli Stati al controllo del partito unico, eliminò l’iniziativa privata insegnando valori quale disciplina e sacrificio.

Gli Usa e il piano Marshall


Il Piano Marshall fu il cardine della politica americana con il quale tentò di bloccare l’espansione del comunismo. Questa politica fu ideata dal generale Marshall (da qui Piano Marshall) e consisteva in un gigantesco piano di aiuti economici che puntava a ricostruire sedici nazioni tra cui l’Italia e la Germania per legarle così all’America e restituire il benessere necessario all’Europa.

La crisi di Berlino


La Germania e la sua capitale furono divise in quattro zone controllate dai quattro eserciti alleati (Usa, Urss, Gran Bretagna e Francia) per tenere sotto controllo il nazismo. Nel 1949 le tre zone degli alleati furono unificate con lo scopo di ricostruire uno Stato tedesco antisovietico con capitale a Bonn. Berlino era situata nel cuore della Germania dell’Est, controllata dall’Urss.
Stalin bloccò tutte le strade che conducevano ad ovest, sperando di indurre, gli abitanti della parte occidentale, di migrare dalla parte sovietica; gli americani risposero a questa offensiva con l’organizzazione di un ponte aereo che riforniva Berlino (i russi di rimando non attaccarono gli aerei nemici). L’anno dopo i russi tolsero il blocco delle vie terrestri.
La divisione della Germania fu formalizzata nel 1949 e i territori sotto amministrazione occidentale divennero la Repubblica Federale Tedesca. Dalle elezioni fu formato un governo con a capo Konrad Adenauer, leader dell’Unione cristiano-democratica. Contemporaneamente, nella Germania dell’Est nasceva la Repubblica Democratica Tedesca presieduta da uno stalinista, Walter Ulbricht.

L’atomica sovietica


Nel 1949 i russi realizzarono una bomba atomica che preoccupò molto gli americani. Questa fu fatta esplodere, sperimentalmente, nella Repubblica del Kazakistan (Asia Centrale). Si iniziò a pensare che Stalin fosse un esperto di spionaggio, avendo iniziato a ricercare “l’arma segreta” pochi anni prima di Hitler. Entrambi avevano teorie insufficienti mentre gli Stati Uniti ebbe la fortuna di avere dalla sua parte Enrico Fermi (fuggito dall’Italia per scappare dalle leggi razziali, salvando così la moglie ebrea) che, nel 1942, realizzò la prima reazione nucleare in un “reattore a fissione”.
Terminata la guerra mondiale, Stalin si impadronì dell’uranio accumulato da Hitler istituendo un laboratorio di ricerca. Anche in questo caso un fisico italiano, Bruno Pontecorvo (allievo di Fermi), aiutò lo Stato sovietico nell’impresa.
Dopo l’atto della bomba atomica sovietica gli americani risposero vietando, a tutti i governi dei paesi alleati, di collaborare con la Russia. Inoltre unì le nazioni del Blocco occidentale in un’alleanza armata chiamata Patto Atlantico , che si concretizzò con la fondazione della Nato (Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico). Era un organismo militare composto, inizialmente, da 15 paesi che si posero sotto la protezione nucleare americana, impegnandosi, in cambio, di combattere a fianco degli Stati Uniti in caso di conflitti.
Contro la Nato, nel 1955 l’Urss creò il Patto di Varsavia che assicurava ai paesi del blocco orientale la protezione nucleare sovietica in cambio del supporto armato.

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