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Il liberalismo francese di Toqueville

In Francia la figura più rappresentativa del movimento liberale è Henri Benjamin Constant, che si preoccupa che la restaurazione non sia anche il ritorno all’assolutismo, né la negazione della libertà individuale.
Tuttavia negli anni trenta del diciannovesimo secolo ecco che appare un altro autorevole scrittore ed uomo politico portavoce delle idee liberali. E’ Alexis Tocqueville.
Nobile e uomo politico, egli si reca negli Stati Uniti per studiarne il sistema giudiziario. Ne conclude, nel suo testo Democrazia in America, che il governo americano sia una delle democrazie maggiormente realizzate.
Nel suo testo, egli confronta questo regime con quello europeo.
Secondo Tocqueville la democrazia è un processo storico ormai vincente.
Ma essa può degenerare in tentazioni di dispotismo della maggior parte nei confronti della minor parte.

Inoltre, essa si basa sull’egemonia della quantità rispetto alla qualità. Il concedere diritto di scelta ai ceti più bassi può comportare un appiattimento del livello politico e culturale e l’esaltazione dei valori materiali (primo fra tutti il denaro) anziché quelli spirituali (coltivati dall’élite).
La conclusione è che il compito dei liberali è quello di impedire che le diversità culturali siano minacciate dalla massificazione spesso causata dalla democrazia.
Del resto anche in America, dove è presente il federalismo, si rispettano i valori dell’individualità grazie all’autonomia dei singoli stati e alla formazione delle associazioni dai carattere più vari.
Tuttavia una tale società non è pensabile in Francia, dove è presente una realtà accentratrice.

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