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-Gli Stuart al Trono e la “Gloriosa Rivoluzione”-

Dopo essere diventato Re, Carlo II intraprese una linea politica favorevole alla Religione Cattolica, visto che emanò nel 1672 un decreto, la Dichiarazione d’Indulgenza, con la quale riconobbe ai Cattolici il diritto di ricoprire cariche pubbliche.
Il Parlamento, composto in maggioranza da persone Protestanti, rispose nel 1673 con il Test Act, una legge che riescluse, per 150 anni, tutti i Cattolici da tutte le cariche civili e militari; questa norma venne rafforzata da un secondo Test Act del 1678, che proibiva l’accesso alle Camere del Parlamento ai Cristiani.

Queste tensioni tra Sovrano e Parlamento vengono alimentate anche dalla possibilità che dopo Carlo II salga al trono il fratello Giacomo II Stuart, che si era convertito al cattolicesimo; il Parlamento teme che Giacomo II, una volta diventato re Inghilterra, posso intraprendere una politica ancora più vicina alla religione cattolica rispetto a quella di Carlo II.

A questo punto si crea una divisione politico-parlamentare: i Parlamentari Protestanti si dichiarano contrari alla sua successione e gli venne attribuito il nome di “Whig”, mentre a favore della sua successione vi sono i cosiddetti “Tory”.
Nel 1680 i “Whig” avanzarono una proposta di legge per escludere Giacomo II dalla successione al trono; tuttavia questa proposta viene bloccata dalla Camera dei Lord, e così, dopo la morte di Carlo II, avvenuta nel 1685, sale al trono Giacomo II.

Giacomo II intraprese una politica a favore della Religione Cattolica, emanando nell’Aprile 1687 una nuova Dichiarazione d’Indulgenza, che aboliva i due Test Acts e le norme che vietavano la partecipazione dei Cattolici alla vita pubblica del regno.
Il Parlamento si oppose a questo decreto, allora Giacomo II lo sciolse.
A questo punto i Whig e Tory, invitarono ad intervenire lo Stodhouder (o Statolder, ossia una figura a metà tra un Sovrano e quella di un Moderno Presidente di una Repubblica) d’Olanda, Guglielmo III d’Orange, marito di Maria Stuart.
Guglielmo accettò l’invito e con un esercito di tredicimila uomini salpòper l’Inghilterra su una flotta di 250 navi e la raggiunse nel Novembre del 1688; egli venne accolto positivamente dal popolo e i capi militari inglesi iniziarono a passare dalla sua parte abbandonando il Re, che si vide costretto a fuggire in Francia.
Il Parlamento offre allora la corona a Guglielmo III d’Orange, che diventa dunque Re.
Questa è la cosiddetta “Gloriosa Rivoluzione”, chiamata così per distinguerla dalla “Sanguinosa Rivoluzione”.

Intanto nel 1689 scoppiò in Irlanda un’altra rivolta antinglese, dove i leader della rivolta invitarono Giacomo II a tentare di separarla dal Regno d’Inghilterra. Giacomo II non ha però intenzione di liberare l’Irlanda, ma di riconquistarla.

Il tentativo però fallì, infatti Guglielmo III d’Orange sbarcò sull’isola e il 1 luglio 1690 batté nei pressi del fiume Boyne l’esercito Irlandese di Giacomo II.
Così il Re si vede costretto di nuovo a fuggire in Francia e Guglielmo consolida ulteriormente il suo potere in Inghilterra.

Nel Febbraio del 1689 vennero fissati i poteri del nuovo Re, attraverso un documento sottoscritto dal Re stesso: il “Bill of Rights” (Legge dei Diritti).
Con questo documento venne deciso che il Re non poteva annullare leggi senza l’autorizzazione del Parlamento, non poteva imporre nuove tasse senza l’approvazione del Parlamento, non poteva avere un’armata personale non controllata dal Parlamento, non poteva autorizzare processi arbitrari (irregolari).
Il Parlamento invece aveva tra i suoi Diritti quello alla libertà d’elezione, alla piena libertà di parola all’interno del Parlamento e alla frequente convocazione del Parlamento stesso.

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