La stampa e Gutenberg

Nel Rinascimento la grande richiesta d’istruzione e di cultura ebbe come conseguenza l’aumento della circolazione di libri. Ci fu la nascita di negozi artigiani dove i copisti trascrivevano i testi e in questo modo si sviluppò un vero settore librario dell’economia.
Ma la vera svolta si ebbe con l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Quest’invenzione fu realizzata in Germania nella città di Mayence grazie a Gutenberg.
Gutenberg utilizzò dei piccoli cubi prima in legno poi in metallo, sui quali era scolpita in rilievo una lettera dell’alfabeto.
Verso il 1455 Gutenberg stampò il primo libro intero: la Bibbia.
Con l’invenzione della stampa i tempi si erano notevolmente ridotti in rapporto alla trascrizione a mano, ma si erano anche ridotti i costi della realizzazione di un libro.
L’invenzione di Gutenberg ebbe una rapida diffusione. Nel 1464 nelle differenti città tedesche esistevano delle fabbriche di stampa. Nel 1466 i primi libri furono stampati a Roma e Venezia, nel 1470 a Parigi, nel 1483 a Londra. Fino al 1500 i più importanti centri di stampa si trovavano a Venezia. In seguito il primato passò a Parigi e successivamente ad Anversa. Circa la metà dei libri stampati erano a carattere religioso. Ma successivamente uno spazio fu occupato dalle opere degli Umanisti. Gli stampatori non erano dei semplici uomini d’affari che avevano come solo obbiettivo il guadagno, si trattava di uomini sapienti che resero le loro botteghe dei centri di riunione culturale. Esemplare fu il caso di Aldo Ma nunzio: nella sua bottega a Venezia si riunivano gli intellettuali più illustri d’Europa.

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