LA SPAGNA DIVENTA LO STATO PIU' POTENTE DELL'EUROPA (XVI sec.)

Dopo la conquista dell'America meridionale la Spagna, grazie all'importo di una ingente quantità di argento, si arricchì notevolmente influenzando l'economia in Europa e in tutto il mondo.
Per mantenere l'egemonia su questa enorme ricchezza lo stato spagnolo consentì l'emigrazione nel nuovo continente solo ai veri spagnoli attuando anche un processo chiamato protezionismo: gli stranieri e i coloni non potevano intraprendere nessun tipo di attività economica.
Siviglia era l'unico porto autorizzato agli scambi commerciali con l'America, che inoltre erano da effettuarsi solo in convogli navali organizzati nel seguente modo:
all'andata (tra marzo e aprile) partivano due convogli carichi di ogni mercanzia, mentre al ritorno il convoglio era unico e carico principalmente di argento il quale era estratto per lo più dalle miniere in Messico e in Perù. Si è calcolato che tra il 1503 e il 1560 ne sono state importate 16000 tonnellate ca. e a questa quantità bisogna aggiungere il contrabbando abusivo che portò alla rivoluzione monetaria: ad esempio a Venezia nacque il Testone.
Nel 1560 dei finanzieri genovesi ottennero dal re spagnolo il monopolio sul commercio dell'argento. Genova diventa così il "cuore pulsante" dell'economia europea, tanto che l'arco di anni che va dal 1560 al 1630 viene chiamto secolo dei genovesi, di conseguenza il mediterraneo diventa il centro dell'economia dell'intera Europa.
Questa situazione portò a una rivoluzione dei prezzi e per la pima volta nella storia assistiamo al fenomeno dell'inflazione causata dalla perdita di valore dell'argento e da un conseguente rialzo dei prezzi.
Causa dell'inflazione è anche l'incremento demografico.

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