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Carlo V - Il sogno

Il sogno di Carlo V di creare un grande stato unitario europeo si scontrava non solo con la Francia, che rappresentava il principale nemico dell’imperatore, ma anche con tutti gli altri vari stati europei che erano impauriti dalla grande estensione territoriale dell’Impero. Il consigliere di Carlo V era un italiano, Mercurino di Gattinara, il quale fece balenare nella mente dell’imperatore il sogno di unificare tutta l’Europa. Nel 1521 scoppiò la guerra tra Impero e Francia; il motivo era legato all’Italia perché Francesco I aveva radunato il suo esercito in Lombardia per minacciare i collegamenti che esistevano tra il porto di Genova e la Germania. Questo collegamento era molto importante per Carlo V perché permetteva di mettere in contatto la Germania con la Spagna senza dover passare dalla Francia. Da qui scoppiò una lunghissima serie di conflitti in Italia che durò dal 1521 al 1559. Tutte le guerre di questo periodo furono vinte da Carlo V, ma sempre più a fatica. La battaglia decisiva avvenne a Pavia nel 1525, detta anche battaglia dei giganti, e venne vinta dagli imperiali a discapito dei francesi. Si arrivò quindi alla pace di Madrid nel 1526 e Francesco I, ostaggio di Carlo V, fu costretto a firmarla, cedendo la Lombardia e la Borgogna all’Impero. A garanzia di questa pace, Francesco I dovette lasciare i suoi figli in ostaggio all’imperatore e fu così liberato. Il re francese però, una volta ritornato a Parigi, disubbidì agli accordi, rifiutò di fare cessioni di territori e riprese la guerra contro Carlo V. L’imperatore, che aveva una personalità piuttosto legata al passato, si comportò da signore e non fece del male ai figli di Francesco I, ma propose al sovrano francese un duello che venne puntualmente rifiutato.

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