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LA SOCIETà NAZIONALE

Subito dopo la sigla dell’armistizio di Villafranca e le dimissioni di Cavour avvengono dei plebisciti a favore dell’annessione al Piemonte in Toscana ed Emilia Romagna, spinti dalla volontà popolare La spinta del popolo ad una annessione era dovuta all’azione capillare della società nazionale, un organizzazione fondata anni prima su ispirazione di Cavour, che aveva diverse sedi nelle maggiori città italiane, con la quale si era avuta una costante propaganda a favore del regno sabaudo, che era stata sempre maggiore dopo i successi avuti con il Lombardo–Veneto.
Le idee diffuse da questa organizzazione erano però focalizzate ad accrescere la consapevolezza di una possibile unificazione non nei ceti più bassi, ma tra i nobili e gli intellettuali, cioè i ceti dominati che potevano a loro volta influenzare i ceti più bassi. La mossa di Cavour è quindi quella di approfittare al massimo dei risultati ottenuti con l’alleanza della Francia, anche se in realtà era stata presa solo la Lombardia, che furono sempre più propagandati dalla società nazionale, che riesce a mettere in moto delle agitazioni popolari che sfociano in plebisciti per decidere se annettersi al regno sabaudo o no che riportano un risultato ampiamente favorevole, con Cavour che riesce ad aumentare il territorio dello stato sabaudo se non a raddoppiarlo.

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