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La situazione nei regni d'Europa nel Quattrocento

Il regno di Polonia raggiunse la massima estensione all’inizio del Quattrocento con l’unione matrimoniale tra la dinastia regnante polacca e quella lituana. La dinastia lituana degli Jagelloni, con a capo il fondatore Ladislao II, prese il comando di questo grande regno che si estese ulteriormente in seguito alla sconfitta dell’Ordine teutonico e alla conseguente annessione nel regno dei suoi territori. Il problema di questo regno fu la feudalità, mentre nel resto d’Europa si stavano affermando le monarchie nazionali. Ogni decisione del re doveva essere approvata dalla dieta dei nobili e bastava un solo voto contrario per bloccare ogni decisione. Il regno di Ungheria fu uno stato abbastanza forte, ma si trovava esposto al pericolo dei Turchi che la conquistarono definitivamente nel 1526, anche se una parte di regno resistette e venne annesso ai domini degli Asburgo. I problemi del regno di Ungheria erano gli stessi del regno polacco-lituano. Con l’unione di Kalmar del 1397 nel mondo scandinavo si arrivò grazie a politiche matrimoniali alla fusione dei regni di Danimarca, di Svezia e di Norvegia e le tre corone vennero unificate con la regina Margherita di Danimarca. Fu però un unione fragile perché veniva tollerato poco dai norvegesi e dagli svedesi il fatto che la corona fosse nelle mani dei danesi. Il regno bizantino aveva in quel periodo un regno molto ridotto. La dinastia dei Paleologi, l’ultima dei bizantini, controllava esclusivamente la zone dello stretto dei Dardanelli e di Costantinopoli che rimaneva una città inespugnabile. Nella penisola anatolica, sulle ceneri dell’impero bizantino, si formano alcuni piccoli regni inizialmente cristiani che erano stati però conquistati dagli Arabi e da una popolazione proveniente dalle steppe orientale, i Turchi Selgiuchidi. Nel Trecento arrivarono nella penisola anatolica delle nuove tribù provenienti ancora dall’Asia detti Turchi Ottomani dal nome del loro comandante Othman. Vennero inizialmente in Anatolia chiamati dai bizantini come mercenari per combattere contro Arabi e Turchi, ma si resero conto che in quella regione avrebbero potuto creare le basi per un loro impero. Erano bravissimi guerrieri e ottimi cavalieri. Othman I guidò quindi il suo popolo alla conquista di numerosi territori nell’Anatolia. Poi, riconoscendo in Costantinopoli una città imprendibile, volsero la propria attenzione ai Balcani e compirono nel Trecento una conquista dietro l’altra. Nel 1381 conquistarono persino dei territori serbi; la fortuna dei turchi sarà quella di trovare nei Balcani dei regni cristiani sempre in conflitto tra loro che non riuscirono a riunirsi efficacemente contro la minaccia ottomana.

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