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Seconda Guerra d’indipendenza

Traguardi raggiunti da Cavour:


    - risanare l’economia del Piemonte
    - creare un’Italia unita e forte

I mezzi per raggiungere i traguardi:

    - consolidamento in Piemonte di uno Stato costituzionale
    - una politica liberale moderata

Gli ostacoli:

    - gli ultraconservatori che avevano rovinato l’esercito
    - i democratici che non avevano fiducia in un esercito regolare

Dimostrò di essere un grande statista, ma trascurò problemi molto gravi quali le condizioni disagiate delle classi lavoratrici, lo sviluppo delle zone gravemente depresse, per lui erano problemi secondari e non fece niente per risolverli.
Cavour riusci ad allearsi con l’opposizione e a far votare 2 leggi che portarono grandi risultati:

    - abolizione dei dazi sul grano e delle barriere doganali con l’estero
    - una riforma fiscale che colpi le persone con i redditi più bassi

Nel 1858 Napoleone III firmò i Patti di Plombiers, promise a Cavour l’intervento della Francia a patto che il primo atto di guerra partisse dall’Austria.
E in caso di vittoria l’Italia sarebbe stata divisa in 4 regni.
Cavour ricorse a molte provocazioni per indurre l’Austria ad aggredire il Regno di Sardegna.
Ma il 30 aprile 1859 l’Austria cadde nella trappola e molti soldati austriaci varcarono il confine con il Piemonte.
Più tardi gli Austriaci furono sconfitti in due battaglie: dai francesi a Solforino e dai Piemontesi San Martino.
Nel 1859 Napoleone firmò l’armistizio di Villafranca e pose fine alla guerra.
L’Austria cedette al Regno di Sardegna la Lombardia, la Francia prese Nizza e la Savoia.
Ai primi di maggio Garibaldi salpò a Quarto con un migliaio di volontari.
Sbarcò a Marsala dove sconfisse i borbonici a Calatafimi.
Dopo 15 giorni andò a Palermo dove assunse la “dittatura” dell’isola in nome del re d’Italia.
Garibaldi battè il nemico a Milazzo, sbarcò in Calabria, poi raggiunse Napoli e assunse la dittatura del regno delle due Sicilie in nome del re d’Italia.
Man mano che la spedizione dei Mille procedeva Cavour temeva che il Meridione diventasse autonomo e contrario alla monarchia, ma temeva che Garibaldi prendesse Roma.
Cosi ordino a Garibaldi di fermarsi e Vittorio Emanuele II invase lo stato pontificio senza toccare ne il Lazio né Roma e poi prosegui fino a Teano dove incontrò Garibaldi che gli consigliò il Regno delle due Sicilie.
Il 17 marzo si riuni il Primo Parlamento Nazionale e Vittorio Emanuele II fu proclamato re d’Italia.

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