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Scienza della natura e sapere tecnologico nell’ età moderna

Una delle tendenze fondamentali del Rinascimento fu la radicale ridefinizione del rapporto dell’ uomo con la natura. Durante tutto il Basso Medioevo, almeno fino alla conclusione del XIII secolo, la concezione dominante e ufficiale della natura era quella studiata nei corsi universitari. Essi si basavano ancora in gran parte sulla lettura e i commenti dei testi dell’ antico filosofo greco Aristotele. Si trattava di una visione in gran parte speculativa della natura, basata cioè su concetti universali che non venivano quasi mai messi in relazione con una qualsiasi forma di verifica sperimentale. Fu questa concezione della scienza a entrare in crisi con l’ età moderna, sotto l’ impulso di un rapporto del tutto nuovo con il mondo delle tecniche. Nella cultura medievale sopravviveva ancora l’ antica scissione fra la ristretta elite degli uomini di cultura, e i cosiddetti meccanici. I primi si formavano principalmente con lo studio universitario, i secondi si basavano invece sulla conoscenza empirica di determinate tecniche per intervenire sulla realtà. I dotti vantavano una profonda conoscenza delle cosiddette arti liberali, suddivise a loro volta nelle discipline appartenenti al quadrivio ( aritmetica, astronomia, geometria e musica ) e in quelle del trivio ( dialettica, grammatica e retorica ). Coloro che si occupavano delle arti meccaniche, erano gli appartenenti alle corporazioni artigiane, e venivano come tali guardati con superiorità dagli intellettuali. Con il consolidarsi del potere politico delle monarchie nazionali, si fece sentire il bisogno di un sapere operativo, soprattutto per l’ affermarsi di una nuova mentalità all’ interno della classe dei borghesi, per avere un supporto per la costruzione di apparati bellici sempre più sofisticati. Il vasto repertorio di competenze pratiche a disposizione dei tecnici, si fece apprezzare anche in altri ambiti, come per esempio nel miglioramento delle tecniche agrarie, nell’ estrazione dei minerali e nelle tecniche di navigazione. In questa cornice, il periodo del Rinascimento, in particolare italiano, si mise in luce come l’ epoca della prima faticosa integrazione fra le conoscenze teoriche degli scienziati e le competenze operative dei tecnici. Fu soprattutto nel campo delle arti visive che avvenne il primo fecondo incontro fra l’ atteggiamento contemplativo degli studiosi e il gusto artistico del creare. Il luogo dove fu possibile l’ incontro tra lo scienziato teorico ( il dotto ) e il tecnico furono le botteghe artigiane che, nate nel corso del Basso Medioevo, cominciarono ora a investire un ruolo sempre più importante all’ interno della società borghese in ascesa.

L’ esempio più noto di questa figura di scienziato – tecnico – artista è Leonardo Da Vinci, che fu capace di sintetizzare in sé il bagaglio di conoscenze teoriche e le competenze pratiche delle arti liberali e di quelle meccaniche. Egli fu al tempo stesso pittore, scultore, architetto, inventore di macchine teatrali e per la regolazione delle acque, nonché attento osservatore della natura. Con Leonardo da Vinci cominciò a diffondersi un preciso senso dell’ importanza decisiva del metodo matematico nell’ investigazione dei fenomeni naturali. Come si ricava dalle pagine dei codici leonardeschi, il suo intento principale rimase quasi sempre quello di innalzare l’ arte della pittura al rango di una vera e propria scienza esatta, capace di porsi come strumento conoscitivo in grado di far emergere i lati più nascosti della realtà. L’ incontro fra scienza e tecnica portò alla fioritura di trattati specialistici, con lo scopo di definire il più dettagliatamente possibile perché una macchina o un oggetto dovesse essere realizzato in un modo e non in un altro. Si cercava di fornire così al lettore tutte le informazioni utili per intraprendere in piena autonomia la realizzazione dei progetti illustrati nel trattato, consentendo loro di risolvere i problemi incontrati lavorando in modo autonomo. A poco a poco si affermò una nuova mentalità, non soltanto in relazione alla produzione di un nuovo sapere ma anche alla sua diffusione e comunicazione. Si comprese che il patrimonio di conoscenze scientifiche fino ad allora possedute avrebbe potuto aumentare e accrescere il proprio rigore. Ciò sarebbe stato possibile grazie ad una più ampia diffusione fra gli scienziati e i tecnici, di risultati fino a quel punto conseguiti. Il matematico Nicolò Tartaglia si dedicò allo studio della traiettoria dei proiettili. Egli, infatti, non era riuscito a trovare un’ adeguata spiegazione di questo fenomeno nella scienza ufficiale del suo tempo, che restava ancorata alle teorie del filosofo Aristotele sulla fisica. Tartaglia arrivò a dimostrare che la traiettoria percorsa da un proiettile è sempre curva, confutando definitivamente l’ assioma aristotelico che riconosceva soltanto il moto rettilineo dei corpi lanciati nello spazio: inclinando la canna di un cannone di 45° sarebbe stato così possibile ottenere la massima gittata dell’ arma. La scienze rappresenta una svolta per l’ età moderna, assumendo un carattere universale, cioè leggi che valgono per tutti. La rivoluzione scientifica fu grande innanzitutto sul campo astronomico, dove grazie all’ aiuto di Galileo, Keplero, Copernico e Newton assume importanza la teoria eliocentrica e si abbandona il geocentrismo. Galileo fu una grande figura per la scienza, per la nuova interpretazione matematica che diede del mondo, “ Egli è scritto in lingua matematica e i caratteri sono i triangoli, cerchi ed altre figure geometriche ”. Galileo, dopo aver avuto notizia dell’ invenzione ( da parte di un ottico fiammingo ) di una specie di occhiale con cui ara possibile ingrandire alla vista oggetti situati molto lontano rispetto all’ osservatore, giunse alla realizzazione del suo famoso cannocchiale. Egli spiega come, basandosi sul principio fisico della rifrazione, mise a punto un cilindro di piombo alle cui estremità applicò due lenti, entrambe piane da un lato, mentre dall’ altro presentavano rispettivamente una parte concava e l’ altra convessa. Con il cannocchiale Galileo poté iniziare l’ osservazione dei campi celesti, fra cui inizialmente la Luna, i pianeti del Sistema Solare e le stelle fisse, e a misurare le reciproche distanze. Il perfezionamento della tecnica di fabbricazione del cannocchiale rappresenta un episodio decisivo che aprì nuovi orizzonti alla scienza europea moderna. Anche Bacone occupa un posto molto importante nella rivoluzione scientifica in quanto crede che la nascita della scienza sia dovuta a un nuovo modo di concepire il rapporto tra uomo e natura, gli uomini hanno restaurato “ il contatto della mente con le cose ”. Nel passato gli uomini, sempre secondo lo studio di Bacone, ottenevano scarsi successi riguardo alla scienza in quanto preferivano i libri all’ ascolto diretto della natura. Bacone inoltre interpretò le istanze più profonde della modernità ed espresse con tanta convinzione l’ idea che il sapere equivale al potere, cioè che la conoscenza della natura aiuta l’uomo a migliorare la sua condizione di vita. Ma i due filosofi non tralasciano la critica al principio di autorità, al sapere tradizionale, che non andava oltre quanto affermato dalla Chiesa e dagli antichi filosofi, soprattutto Aristotele. Galileo credeva che seguire il principio di autorità avrebbe portato, come afferma nell’ opera Saggiatore, ad un “ mondo di carta ”, un sapere retorico, che non permette l’ esperienza e l’ osservazione. Bacone a proposito afferma che tutti coloro che seguono la tradizione si sottomettono ad una sola persona. Basta pensare ai seguaci di Aristotele che hanno insegnato e ripetuto a memoria, ad oltranza, le sue teorie senza però portarle avanti. Galileo basava la nuova scienza prima di tutto sull’ osservazione diretta dei fenomeni e su sensate esperienze e necessarie dimostrazioni. Le sensate esperienze riguardano i sensi, in particolare la vista, le necessarie dimostrazioni, invece, sono procedimenti logico – matematici. Per Galileo l’ ultimo aspetto della scienza è il cimento o la verifica, cioè la messa alla prova delle affermazioni della scienza. Bacone, al contrario di Galileo, per interpretare la natura utilizza un metodo deduttivo, che consiste cioè nel raccogliere le osservazioni attraverso le tre tavole della presenza, ovvero i casi in cui un fenomeno è presente, dell’ assenza, i casi in cui un dato fenomeno è assente, e dei gradi, i casi in cui vi è la presenza del fenomeno da un grado all’ altro. Lo sviluppo tecnico e scientifico contemporaneo ha rivoluzionato in positivo il modo di vivere degli uomini, ma, come è noto agli occhi di tutti, gli aspetti negativi ad esso connessi sono purtroppo inevitabili. I vari movimenti ambientalisti hanno proposto di ridimensionare il “ progresso ” tecnologico, ma a mio avviso è solo un progetto utopico, in quanto queste innovazioni sono già abbastanza avanzate ed è impossibile arrestarle o alleviarle.

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