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Rapporto tra dogmatismo religioso e pensiero scientifico tra il ‘500 e il ‘600

Tra il 500 e il 600 c’è un clima particolare in Europa per cui ad un certo punto si cerca, specialmente da parte della Chiesa, istituzione di riferimento in Italia, di controllare tutti gli aspetti della cultura, soprattutto la scienza. Questa è l’epoca della controriforma: con il Concilio di Trento (1517) la Chiesa, per rispondere alla riforma di Lutero, stila una controriforma, inrisposta a quella protestante.
La Chiesa volle controllare tutti gli aspetti della cultura, specialmente in quei paesi in cui la cultura si era sviluppata di più, come per esempio la Spagna e l’Italia.

Ma come fa controllare la cultura?
Attraverso l’istituzione di congregazioni, ordini i quali obiettivi si riassumono nel ripristinare il controllo da parte della Chiesa della cultura sul territorio.


I più importanti organi di controllo sono:


    PROPAGANDA FIDE: si tratta di una congregazione istituita all’interno della Curia Romana, fondata nel 1612, il cui obiettivo ha l’organizzazione dell’attività di diffusione del cattolicesimo nel territorio. La Chiesa ha un’organizzazione interna grazie alla quale riesce a divulgare nella maniera più capillare possibile il cristianesimo. All’interno del Concilio di Trento fu stabilito di rafforzare anche altre istituzioni come il Sant’Uffizio, collegio di nove cardinali fondato nel 1542. Questo collegio aveva il compito di stilare l’elenco dei libri proibiti e di presiedere il tribunale dell’Inquisizione.


Ma com’era organizzato il tribunale dell’Inquisizione?

Chiunque era accusato di eresia, veniva mandato al Tribunale dell’Inquisizione e a lui era dedicato un processo, dopo che il giudice del tribunale aveva raccolto testimonianze e notizie sull’imputato. Per la maggiorparte dei casi si trattava di processi falsi, cioè le cose erano già decise ancor prima del processo, ma in altri casi il processo era analitico, cioè era un processo a tutti gli effetti.
Ciò che veniva deliberato dal Tribunale dell’Inquisizione non era definitivo, perché poi il reo veniva mandato al Tribunale Laico, che stabiliva la definitiva condanna.
Però i tribunali laici andavano di pari passo con quelli dell’Inquisizione, quindi ciò che deliberava la giuria dell’Inquisizione era la definitiva condanna.


    COMPAGNIA DI GESU’: è quell’organo presieduto dall’ordine dei Gesuiti la cui regola è stata approvata nel 1140 e fondato da Ignazio di Loiola. I Gesuti sono molto importanti in questo periodo (infatti in questo periodo sono il top, poi però vennero perseguitati) perchè sono coloro che avevano il compito di alfabetizzare e della diffusione della cultura, quindi aprirono moltissime scuole. I Gesuiti erano dunque coloro che insegnavano a leggere e a scrivere, non solo agli strati alti della popolazione, ma anche alla gente del popolo. Avevano l’obiettivo di inculcare un’educazione cattolica basata sul cristianesimo. Questo è un lato negativo perché l’educazione che inculcavano era prettamente cristiana; il lato positivo è che in questo modo si diffondeva la cultura e diminuiva il tasso di analfabetizzazione.

La Chiesa quindi si organizza per gestire la cultura, per organizzarla, ma non può fermare l’avanzare delle idee: ed è proprio per questo si verifica una rivoluzione del pensiero scientifico oppure una rivoluzione scientifica del pensiero. Possiamo parlare di rivoluzione del pensiero scientifico oppure una rivoluzione scientifica del pensiero perché pensiero e scienza vanno di pari passo.
Il senso di questa rivoluzione è contenuto in un opera di Niccolò Copernico, grande fisico e matematico, frutto dei suoi studi di astronomo, intitolata “De Revolutionibus orbium caelestium” scritta e pubblicata nel 1543 (in quest’anno Copernico muore). Il senso di questa rivoluzione sta nel passaggio da un sistema geocentrico, quindi antropocentrico, stabilita da, prima Aristotele e poi Tolomeo, ad uno eliocentrico, diocentrico. In quest’opera Copernico presenta il nuovo sistema, la nuova visione dell’universo, non più con la Terra al centro, ma con il Sole al centro del sistema, appunto, solare. L’uomo e la Terra non sono più al centro. Questa rivoluzione non si ferma ad una rivoluzione scientifica, va oltre, è una rivoluzione del pensiero perché tocca una visione della vita, che mano a mano era diventata sempre più sacra.

La scoperta di Copernico, con l’avanzamento delle nuove tecnologie, divenne verità. Tolomeo era un ottimo fisico, e già stilare una teoria sul sistema in cui la Terra è inserita, era tanto. Tolomeo aveva posto la sua creazione (l’uomo) al centro di un sistema in cui sono inseriti anche gli altri pianeti.
La Terra è al centro, immobile; attorno ad essa ruotano tutti gli altri pianeti, tracciando orbite di natura circolare, i cui centri si muovono di moto uniforme.
L’universo, per Aristotele e Tolomeo, era formato da due parti:

    1. ETERE: cioè quella parte di mondo appartenente a Dio e di materia incorruttibile;
    2. TERRESTRE: il nostro mondo, quello sensibile. L’uomo è rappresentato al centro, perché tende al peccato;

La cosa si complica quando i padri della Chiesa e i filosofi della Scolastica fanno proprie queste teorie, facendole rispondere a principi morali ed etici della società del tempo. Costoro capirono che queste teorie rispecchiavano una visione dettata dalla Bibbia ed è per questo che le fanno proprie, non considerandole più solo una verità di scienza, ma una vera e propria verità di fede, di religione.
La teoria aristoletico-tolemaica rispecchiava una visione morale. Dio ha posto la sua creatura al centro: la visione dell’universo era quella della Bibbia e della Chiesa.
Nella mente della gente veniva inculcata questa visione così radicalmente, che fu difficilissima da scardinare. Solo con Galileo Galilei, Keplero (che con le sue teorie cercò di dimostrare il sistema copernicano), Newton e Giordano Bruno, si cercò di demolire l’autorità del sistema geocentrico.

Non per altro Giordano Bruno fu arso al rogo nel 1600 a Campo di Fiore a Roma in quanto contraddisse le teorie del tempo e per questo fu considerato eretico.
Nel 1584 scrisse un’opera molto importante: “De infinito universo et mundi” con la quale proponeva il nuovo sistema. In quest’opera viene relativizzata la visione della Terra nell’universo: ora il punto di vista della Terra è diventato relativo; la Terra non è più al centro, perché l’universo è relativo, ed essendo tale, non ammette centro, tutto è centro, nulla è centro. Non ha senso parlare di due mondi, uno terrestre e uno etere perché la Terra è come un altro pianeta, relativo come un altro pianeta. Tutti i pianeti sono della stessa materia della Terra. Ambedue questi mondi sono manifestazione della creazione divina e con questa affermazione si arriva all’eresia massima: Dio diventa materia, si arriva alla materializzazione di Dio nella concezione panteistica per la Chiesa.

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