Rivoluzione francese, sintesi

ecco gli eventi della Rivoluzione francese

Viene presentato un piccolo schema sulla Rivoluzione francese. Il movimento rivoluzionario, che abbatté la monarchia assoluta francese e segnò nella storia europea il passaggio dall'epoca moderna a quella contemporanea. Le guerre del XVIII sec. avevano prostrato le finanze degli Stati europei; i re e i governi si trovarono nella necessità sia di aumentare le imposte alle classi già oltremodo colpite (popolo e borghesia), sia di estenderle ai ceti privilegiati (clero e nobiltà), che fino ad allora ne erano stati esenti. In Francia, inoltre, il sostegno finanziario in funzione antinglese alla guerra d'indipendenza americana aveva aggravato il debito dello Stato. Sotto la pressione dell'aristocrazia e di tumulti popolari il re Luigi XVI e il ministro Loménie de Brienne convocarono per il maggio 1789 a Versailles gli Stati Generali, che non erano stati convocati dal 1614. I lavori dell'assemblea resero evidente la nuova forza politica assunta dal Terzo Stato, il quale al fine di dotare la nazione di una carta costituzionale si proclamò Assemblea Nazionale, trasformata (9 luglio) in Assemblea Nazionale Costituente.

Il 14 luglio 1789 il popolo di Parigi insorse e s'impadronì della Bastiglia, simbolo dell'assolutismo regio, dando vita quindi alla Rivoluzione francese. Luigi XVI si recò a Parigi, dove riconobbe la sovranità del popolo e l'esistenza della Guardia Nazionale, formata da borghesi e comandata da Lafayette. Alla rivoluzione del Terzo Stato nelle città per ottenere i privilegi politici, si unì impetuosa la rivolta contadina. Sotto la spinta degli avvenimenti, l'Assemblea Nazionale soppresse (4 agosto) i privilegi feudali dell'antico regime ed il 26 agosto fu votata la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Al rifiuto del re di sanzionare il decreto, il popolo parigino marciò su Versailles costringendo il re a tornare a Parigi con l'Assemblea Nazionale Costituente (5-6 ottobre 1789), i cui lavori furono sempre più influenzati dal club degli amici dell'89, portavoce della grande borghesia. La Costituente, ispiratasi alle idee di Montesquieu sulla separazione dei poteri e a quelle del Rousseau sulla sovranità popolare, sancì la separazione dei poteri, affidando il potere legislativo all'Assemblea Legislativa, il potere giudiziario ai giudici e quello esecutivo al re e ai suoi ministri. Il 12 luglio 1790 fu votata la Costituzione civile del clero, che sopprimeva gli ordini religiosi e introduceva il principio elettivo nella nomina dei parroci e dei vescovi. Si faceva strada, intanto, il malcontento dei ceti popolari (i sanculotti), che riteneva di non aver avuto alcun vantaggio dalla Rivoluzione francese. La fuga di Luigi XVI, arrestato a Varennes (20 giugno 1791), portò un colpo decisivo al prestigio della monarchia. Il 30 settembre 1791 l'Assemblea Costituente si sciolse per lasciare il posto all'Assemblea Legislativa. Le elezioni per la sua formazione portarono alla ribalta una forte componente, capeggiata dai girondini, favorevole a un programma di decisa democrazia politica. I girondini, contraddicendo al proclama di pace del 22 maggio 1790, dichiararono guerra all'Austria. Il 10 agosto 1792 il popolo parigino, il più grande protagonista della Rivoluzione francese, invase le Tuileries e massacrò le guardie svizzere: il Comune rivoluzionario sostituì la municipalità borghese. I girondini concedettero nuove elezioni a suffragio universale per una Convenzione Nazionale. Nemmeno la vittoria a Valmy dell'esercito rivoluzionario (20 settembre 1792) servì a placare la tensione crescente tra radicali democratici e borghesia moderata, culminata con il massacro di migliaia di prigionieri politici (stragi di settembre). Il 21 settembre la Convenzione proclamò la Repubblica. La minaccia della I coalizione europea, formatasi dopo l'esecuzione di Luigi XVI (21 gennaio 1793), il tradimento del generale Dumouriez, comandante dell'esercito legato ai girondini, la rivolta vandeana e l'inflazione, che arricchiva i borghesi alle spalle del popolo minuto, provocarono l'espulsione dalla Convenzione dei girondini (2 giugno 1793) e la presa del potere da parte dei giacobini. Votata la Costituzione dell'anno I della Repubblica, il governo fu affidato a un Comitato di salute pubblica con poteri straordinari per la difesa delle istituzioni repubblicane dai nemici interni e dagli eserciti delle potenze monarchiche. Il Comitato, dominato da Robespierre, proclamò la 'leva in massa' per difendere 'la patria in pericolo' invasa dalle truppe straniere e con misure draconiane salvò da ogni tentativo di revisione il regime repubblicano (periodo del Terrore): i Tribunali rivoluzionari con procedure sommarie mandavano alla ghigliottina o in carcere ogni sospetto controrivoluzionario. Agli inizi del 1794 Robespierre fece ghigliottinare i maggiori oppositori, fra i quali Hébert e Danton. Il progressivo isolamento del Comitato e l'avversione dei nuovi ricchi determinarono, il 9 termidoro (27 luglio) 1794, la caduta e l'esecuzione di Robespierre e dei suoi seguaci. I termidoriani abolirono tutte le leggi sociali e scatenarono il Terrore bianco.
Dopo l'approvazione della nuova Costituzione (dell'anno III), che aboliva il suffragio universale, un'insurrezione monarchica fu soffocata il 13 vendemmiale (30 agosto) 1795 dai cannoni del generale Bonaparte e il potere esecutivo fu affidato al Direttorio. Seguì un periodo di agitazioni da parte di forze democratiche (congiura degli eguali) e monarchiche, che il Direttorio represse con l'aiuto dell'esercito. Infine il colpo di Stato del generale Bonaparte il 18 brumaio dell'anno VII (9 novembre 1799) rovesciò il Direttorio e concluse la Rivoluzione francese avviando l'età napoleonica. La Rivoluzione francese in breve contribuì a grandi cambiamenti in seno allo Stato francese, facendo sentire quindi la voce del popolo.

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