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Rivoluzione Francese

Siamo sul finire del Settecento, di quel secolo cioè che abbiamo ammirato per la sua grande intelligenza e per il suo progresso.
C'è una cosa però che subito ci colpisce: la frivolezza dei nobili di allora, e il grande contrasto fra la loro vita, gaia e spensierata, e la miseria della popolazione.
Eppure ...eppure gli Illuministi avevano sostenuto l'uguaglianza e la parità di diritti fra
tutti gli uomini!
In realtà, solo gli Stati Uniti d' America avevano avuto sino allora il coraggio e l'ardire
di formulare la Dichiarazione dei diritti dell'Uomo, in cui leggiamo le seguenti, nobilissime parole: « Tutti gli uomini sono stati creati uguali; essi sono stati dotati dal Creatore di alcuni diritti inalienabili; fra questi diritti deve essere posta in primo piano la vita, la libertà e la ricerca del benessere ...»
Quelle parole sono oggi stampate nel cuore di tutti gli uomini liberi: costituiscono il fondamento della nostra società. Non così, purtroppo, era nell'Europa del Settecento..
Infatti l’Illuminismo era stata una parentesi, preziosa sì sul piano delle idee, e in certi
Paesi, come nell’Inghilterra, anche molto utile sul piano delle realizzazioni pratiche; tutta via questo movimento non era riuscito a cambiare l'intero volto della società. Inoltre certe Nazioni, come ad esempio la Francia, avevano avuto la sfortuna di essere governate da sovrani dalle idee ancora molto antiquate, che non avevano attuato la benché minima riforma.
In Francia gran parte della popolazione era assai povera: pensate che nella sola Parigi,
su 630 mila abitanti, vivevano ben 120 mila mendicanti!
Luigi XV (1715-1774), successore del Re Sole, non aveva infatti pensato ad altro che a
godersi la vita, sperperando le finanze dello Stato. Oltre alla miseria generale, c'erano poi per i Francesi altri motivi di insoddisfazione, perchè esistevano fra loro grandissime differenze di classe.
Essi erano infatti divisi in tre classi: le prime due (nobiltà e clero) possedevano grandi beni terrieri e godevano di molti privilegi: esenzione dalle tasse più gravose (mentre essi stessi potevano imporre tributi ai membri del terzo stato che vivevano sui loro territori), diritto di accedere alle carriere politiche e militari ecc. ...La terza classe, o terzo stato (borghesia, operai, contadini), era invece esclusa dal governo del Paese e doveva sopportare quasi completamente da sola tutto il peso delle tasse.
Quando salì al trono Luigi XVI (1774-1793), la situazione era dunque gravissima.
Questo sovrano era un poco migliore del predecessore: chiamò al governo due eccellenti ministri (prima Turgot, poi Necker), tentò qualche riforma, e mostrò pure simpatia per gli insorti americani, tanto che mandò loro aiuti, comandanti da Lafayette.
Luigi XVI era però un uomo debole e incerto; e per di più era dominato dalla frivola moglie Maria Antonietta, sicché non ebbe il coraggio di applicare subito, e fino in fondo, tutti quei provvedimenti che erano necessari per salvare la situazione.
Il popolo, esasperato dalla miseria e dalle ingiustizie, cominciò a inscenare minacciose
proteste davanti alla reggia di Versailles. Anche la borghesia, eccitata dall'esempio degli insorti americanj, cominciò a rivendicare i propri diritti, così palesemente calpestati.

Giuramento della Pallacorda
Quando, nel maggio 1789, Luigi XVI, incitato dal Necker, si decise finalmente ad accogliere richieste della borghesia e a convocare a Versailles gli Stati Generali (cioè
l' Assemblea generale di tutti i rappresentanti del popolo) per consultarli su nuovi provvedimenti fiscali, la situazione era ormai giunta a un punto tale, che il re non era più in grado di dominarla.
Subito, infatti, nacquero dissidi in seno all'Assemblea fra i rappresentanti delle tre classi in merito alla procedura di votazione. Alla fine, i rappresentanti del terzo stato (insieme a qualche nobile e a qualche rappresentante del clero) si costituirono in Assemblea Nazionale, proclamandosi essi soli i veri e legittimi rappresentanti del popolo francese. Il re allora tentò di sciogliere l' Assemblea: invano! Infatti, col famoso giuramento della Pallacorda (così detto perchè avvenuto in una sala solitamente adibita a questo gioco), i membri dell'Assemblea promisero che non si sarebbero lasciati prima di aver dato alla Francia una nuova Costituzione.

Qualche giorno dopo l' Assemblea prese il nome di Assemblea Costituente, col compito, appunto, di emanare nuove leggi e di dare un nuovo ordinamento al Paese.
Era la fine, così, di lunghi secoli di assolutismo monarchico, in cui i sovrani francesi
avevano regnato senza tener conto dei voleri del popolo. E avrebbe potuto, chissà!, essere anche l'inizio di un lungo periodo di intense riforme per risollevare la Francia dalle difficoltà, senza farla precipitare nel baratro orrendo della lotta fratricida. E invece il re, ancora una volta, si mostrò irresoluto e sbagliò mossa: tentò un colpo di Stato, licenziò il Necker in cui il popolo aveva fiducia, e ammassò le truppe fra Versailles e Parigi.
E fu la Rivoluzione: l'avvenimento più importante nella Storia d 'Europa, con cui ha
inizio la sua storia « contemporanea ».

Scoppio Rivoluzione Francese
Sinora il popolino minuto era rimasto assente dalla grande lotta di classe, che si era
svolta in seno all' Assemblea. Gli elettori che rappresentavano il terzo stato, erano difatti i borghesi, gli intellettuali.
Ma quando si sparse la notizia che il re tentava di riconquistare con la forza il potere
assoluto, il popolo di Parigi si scatenò, e il 14 luglio 1789 i rivoluzionari assalirono la
fortezza della Bastiglia, la prigione politica, e la rasero al suolo. Nello stesso tempo si impadronirono del Palazzo di Città, elessero un nuovo sindaco e crearono una nuova municipalità (o Comune). Si formò intanto una nuova milizia formata dai volontari (la Guardia Nazionale), capeggiata dal Lafayette, e venne adottata come simbolo della rivoluzione una coccarda bianca, rossa e blu: i colori che campeggiano oggi sulla bandiera francese. Il re si vide allora costretto a cedere e licenziò le sue truppe.

Frattanto l'Assemblea Nazionale proseguiva nei suoi lavori, proclamando l'abolizione di tutti i diritti feudali, di cui godevano ancora i nobili, la dichiarazione dei diritti dell'uomo e dei cittadini, la costituzione civile del clero (per la quale il clero francese dipendeva, non più da Roma, bensì dallo Stato); obbligando infine il re a giurare fedeltà alla nuova Costituzione. Ma il rei poco dopo, tentò di fuggire in carrozza con tutta la sua famiglia per unirsi ai numerosi nobili già emigrati dalla Francia e tentare dall'esterno un nuovo colpo di Stato.
Riconosciuta nonostante i travestimenti e i documenti falsi, la famiglia reale fu però
bloccata a Varennes, e Luigi XVI, riportato a Parigi fra la folla in tumulto, fu sospeso
temporaneamente dai poteri.

Guerra Civile

Si era ormai nel 1791, e la Francia dal 1789 era sconvolta dai disordini. Ma il peggio venne ora. In seno all' Assemblea si accesero più che mai le lotte dei partiti, fra quanti erano ancora fedeli alla monarchia (Foglianti), i repubblicani moderati (Girondini) e i repubblicani dalle idee più accese e rivoluzionarie (Giacobini). Fra questi ultimi primeggiavano: Danton, Marat, Saint-Just e Robespierre. Frattanto Austria e Prussia, governate da monarchi assoluti che non volevano il diffondersi delle idee rivoluzionarie in Europa, scesero in guerra contro la Francia (1792).
I rovesci militari dei primi mesi di lotta esasperarono gli animi e aggravarono la situazione. Ben presto il potere passò in mano ai repubblicani: l’ Assemblea, nel settembre 1792, proclamò la Repubblica e il re fu processato e condannato a morte.
Ciò provocò lo sdegno di altre Nazioni europee (l'Olanda, l'Inghilterra. il Piemonte, lo
Stato Pontificio), che scesero anch'esse in lotta contro la Francia, mentre, al suo interno, scoppiava una terribile guerra civile.

Terrore
Si venne così ai giorni più terribili della Rivoluzione francese, quando, sconfitto il partito dei Girondini, il potere passò ai Giacobini, con a capo Robespierre.
Robespierre inaugurò un governo così crudele e intollerabile, che fu detto il Terrore ,
(1793-94). Egli volle cambiare tutto: abolì la religione e fece chiudere le chiese, cancellò la domenica dal calendario, cambiò il nome dei mesi e portò la settimana da sette a dieci giorni ...ma quel che è peggio, mandò a morire sulla ghigliottina migliaia di uomini: la regina .Maria Antonietta, nobili, Girondini, semplici cittadini sospettati di non amare la Repubblica, e persino Danton e altri suoi compagni di lotta.
Tutti, in quei giorni, ebbero a temere per la propria testa, finche non avvenne la reazione: e Robespierre, imprigionato a sua volta, fu ghigliottinato.
Saliti nuovamente al potere i Girondini, che impersonavano soprattutto la borghesia
(mentre i Giacobini erano stati sostenuti dal popolo ignorante), essi ristabilirono l'ordine e, il 22 agosto 1795, proclamarono finalmente una nuova forma di governo repubblicano, che fu chiamato Direttorio (1795-99).

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