Ominide 67 punti

Rivoluzione francese - Dalla bancarotta alla convocazione degli stati generali

Nel 1774 era salito al trono Luigi XVI, secondo successore del Re Sole, che volendo vendicare il nonno nella guerra dei sette anni aveva aiutato gli americani nella guerra contro l'oppressione inglese. I costi erano stati altissimi e ora la francia era in bancarotta. In quell'epoca vi erano tre categorie sociali: il clero, l'aristocrazia e la borghesia. Gli unici aversare le tasse allo stato erano i contadini e la borghesia, ma le loro tasse bastavano a malapena a pagare gli interessi de debiti che la francia a veva con le banche di mezza europa e ovviamente il clero e l'aristocrazia, ancorati all'Acien Regime (vecchio regime) non volevano pagare,anche sotto ordine del re e dei suoi ministri. Fu proprio uno di questi che infine pubblicò il bilancio di stato, che fino ad allora era segreto. Tutti i giornali non facevano che parlarne. Basti pensare che i milioni di franchi spesi per i lavori di corte erano circa più del doppio dei lavori pubblici.

In quell'anno in Francia si abbatte una terribile carestia e gli illuministi chiedevano la fine dell'Ancien Regime.
La situazione era tale da richiedere la convocazione degli stati generali, ma il re negava l'assemblea o la rimandava, tuttavia alla fine dovette accettare. Nei mesi precedenti all'assemblea si aprirono numerosi club, tra cui il club dei giacobini guidato da Massimiliano ROobespierre, popolare avvocato di provincia.
Intanto a corte arrivavano dai paesi francesi lettere di lagnanze che trattavano dei malfunzionamenti all'interno della societ, ma non venivano considerate da quello che doveva essere "il buono e divino re".
Il 5 maggio 1789 si tenne l'assemblea degli stati generali. La tradizione voleva che ogni stato andasse in una stanza per dare un voto a favore di una legge, ma il clero e la nobiltà, che erano sempre d'accordo, potevano contare due voti. Per evitare la loro automatica sconfitta, decisero di proporre il voto pro capite, ovvero un voto per ogni persona, per vincere. Ma come sempre nessuno li ascoltò. Al termine della seduta se ne proposero altre, nelle quali la proposta della borghesia non venne ascoltata. Intanto la Francia era in tumulto.

Registrati via email