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LA RIVOLUZIONE FRANCESE

La Rivoluzione francese ebbe come causa la crisi finanziaria dello Stato. Per risanare il bilancio era necessario far pagare le tasse a tutti, anche alla nobiltà e al clero che per antico privilegio ne erano esenti. La nobiltà si oppose e pretese che venissero convocati gli Stati Generali, l'antica assemblea del clero, della nobiltà e del terzo Stato (borghesia e popolo).
La convocazione degli Stati generali aggravò il conflitto tra i tre ordini: il clero e la nobiltà lasciarono i lavori e il terzo Stato si proclamò audacemente Assemblea Nazionale. Costretti dal re, i nobili e il clero si unirono al terzo Stato, dando vita all'Assemblea Nazionale Costituente.
Alla minaccia di un intervento militare del sovrano, il popolo parigino rispose con l'insurrezione e la conquista della Bastiglia. Nei mesi successivi l'Assemblea Nazionale Costituente abolì i diritti feudali e pubblicò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Per risolvere la crisi finanziaria confiscò i beni della Chiesa, trasformando i sacerdoti in funzionari dello Stato.

Il re, che non approvava questi provvedimenti, cercò di fuggire all'esterno, essendo arrestato però prima di giungere alla frontiera. Infine la Costituente si affrettò a varare la prima Costituzione francese. Inoltre Prussia e Austria minacciarono un intervento armato contro la Francia.

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