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La Rivoluzione americana

Le 13 colonie britanniche dell’America del Nord sperimentarono le teorie illuministe concretamente.
Le colonie del Nord o New England erano organizzate in piccole e medie proprietà agricole ed erano gestite da comunità puritane che si ispiravano a principi di forte egualitarismo.
Nelle colonie del centro, invece, la proprietà della terra era per lo più nelle mani di latifondisti, i commerci erano più vivaci e notevoli erano sul piano etnico e religioso.
I valori illuministi e cristiani non impedirono lo sfruttamento, nelle piantagioni delle colonie del Sud, del lavoro degli schiavi, né il rapporto di sopraffazione stabilito sin dall’inizio con gli indiani.
Sebbene i coloni provassero l’orgoglio di vivere in una terra nuova in cui erano assenti i vincoli feudali e difendessero strenuamente le autonomie locali, continuavano a sentirsi legati dalla madrepatria da un forte patriottismo. Questo legame presenta dei vantaggi come la protezione delle linee commerciali da parte della marina inglese e l’esenzione dal pagamento delle tasse, ma prevedeva che gli Americani esportassero solo nella madrepatria le loro materie prime e importassero da essa i prodotti lavorati. Quando il Parlamento di Londra decise di tassare anche le colonie, i coloni chiesero come contropartita il diritto di votare e di essere rappresentanti presso il Parlamento inglese. Ai dinieghi di Londra, gli Americani risposero con il boicottaggio delle merci inglesi. Emblematico fu l’episodio del "Boston Tea Party" allorché tonnellate di tè stivate nelle navi ancorate nel porto furono gettati in mare. Londra reagì varando le cosiddette leggi intollerabili e i coloni bloccarono sia le importazioni che le esportazioni da e per la Gran Bretagna. Ogni colonia elesse una propria assemblea, rappresentata in un Congresso continentale, si intraprese la stesura della Costituzione e si costituì in esercito di volontari al comando di George Washington. Il 4 luglio 1776 il Congresso approvò una Dichiarazione di indipendenza redatta da Thomas Jefferson che chiamava i principi di un governo liberale largamente ispirato alle teorie illuministe. Intanto affluivano in America volontari da tutta l’Europa e aiuti dalla Francia, dalla Spagna e dall’Olanda, tutte interessate ad abbattere le potenze inglesi sui mari. La guerra si concluse nel 1781. La pace, firmata a Versailles due anni dopo, riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Con la Costituzione del 1787 gli Stati Uniti d’America divennero una Repubblica federale. Fu adottata la divisione di poteri: il potere legislativo fu delegato al Congresso e al Senato; il potere giudiziario fu affidato alla corte suprema e ai giudizi; il potere esecutivo fu accentrato nella figura del presidente.

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