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La rivoluzione agricola

Le cause della rivoluzione agricola

Il processo di sviluppo dell'agricoltura che consenti la rivoluzione demografica del Settecento è stato definito rivoluzione agricola. L'aumento della produzione di cereali fu dovuto a diverse cause. In Inghilterra crebbe progressivamente il numero delle terre recintate: dal 1800 al 1820 le recinzioni (enclosures) aumentarono in numero maggiore rispetto al periodo 1760-1800. In quei terreni aumentava la capacità produttiva: i proprietari, infatti, impiegavano maggiori capitali nei campi in cui la proprietà privata non era soggetta a nessuna limitazione. L'incremento della produzione agricola era dovuto anche alle invenzioni e innovazioni tecnologiche. In quegli anni, infatti, gli aratri in legno furono sostituiti con quelli in ferro.

Invenzioni, nuove tecniche e impiego di capitali

In Gran Bretagna Robert Ransorne nel 1785, brevettò un aratro di ghisa. In seguito diventò proprietario di una fabbrica, dove continuò a perfezionare gli aratri. La sua maggiore invenzione fu un vomere che si auto affilava. Jethro Tuil costruì la prima seminatrice in grado di sostituire il lavoro manuale. In seguito la sua invenzione fu perfezionata da altri e nel 1782 venne fabbricata l'antenata delle seminatrici odierne. L'agricoltura progredì grazie non solo all'impiego delle macchine, ma anche all'uso di nuove tecniche di coltivazione. Al sistema a rotazione triennale, che nel Medioevo aveva sostituito quello a rotazione biennale, succedette un nuovo sistema, quadriennale. La Gran Bretagna fu all'avanguardia del progresso tecnologico anche perché i proprietari di terre e i fittavoli inglesi disponevano di ingenti capitali. Le macchine, infatti, potevano essere acquistate soltanto dagli agricoltori che erano in grado di affrontare spese elevate.

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