Rivoluzione agraria del 1700

Nel 1700 ci fu un aumento demografico del 40%, dovuto al progresso scientifico nel campo della medicina e una maggiore attenzione all'igiene. Questo provocò l'aumento della domanda di prodotti agricoli, determinando lo sviluppo economico in diversi settori produttivi.
Il progresso favorì il processo di accaparramento dei territori pubblici.
I terreni pubblici (o open fields) furono messi all'asta e acquistati dalla nobiltà e dalla borghesia formando grandi latifondi. Il fenomeno dell'accaparramento dei beni demaniali fu chiamato fenomeno delle enclosures.
In questo modo i contadini perdono gli usi civici costituendo la manodopera, infatti, per sopravvivere diventano braccianti dei grandi latifondisti. A causa dell'aumento della domanda di prodotti agricoli vengono introdotte nuove tecniche di lavorazione del terreno e nuovi macchinari; da ciò scaturì la cosiddetta rivoluzione agraria che si manifestò in Olanda, Inghilterra, Francia, e in Italia nella Pianura Padana.

Una delle innovazioni più importanti è stata la rotazione quadriennale che consisteva nell'alternare cereali o legumi, rape, erba e trifoglio, orzo. Il trifoglio e l'orzo avevano una duplice funzione oltre ad essere cibo per gli animali il trifoglio rendeva più fertile il terreno e l'orzo serviva per la produzione di birra.
I nuovi macchinari: l'aratro non era più di legno ma di ferro quindi più efficace; furono introdotte le trebbiatrici, le seminatrici ecc.
Furono introdotti prodotti come la patata, il pomodoro,il mais portati dalle Americhe.
Maggiore quantità disponibilità di alimenti per gli animali consentì la stabulazione, un nuovo sistema per allevare gi animali che era più efficiente e consentiva di utilizzare al meglio letame, unico concime che esisteva nel 1700.

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