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La ripresa della guerra tra Francesco I e Carlo V

A Firenze i Medici erano stati cacciati e l’imperatore si impegnò a restaurarli al potere per fare un piacere al papa che era un esponente di quella famiglia (il nome di nascita di Clemente VII infatti era Giuliano de’ Medici): era usuale ormai che il papa eletto fosse originario di una potente famiglia italiana del tempo. La Lombardia rimase sotto il controllo imperiale, mentre la Francia riuscì a mantenere la Borgogna, ciò nonostante il clima era rimasto tormentato tra le prime due potenze europee del 500 e la rottura della pace e la ripresa delle ostilità erano solo avvenimenti imminenti. La guerra riprese quando Francesco I si alleò con il sultano ottomano, atto scandaloso perché un sovrano cristiano chiedeva collaborazione a un sovrano musulmano. Nessuno prima di allora aveva osato trovare una collaborazione così sfrontata con un popolo considerato barbaro quale erano i Turchi, ma l’alleanza ebbe comunque luogo perché le due parti avevano interessi comuni contro l’Impero.

Inoltre per un sovrano di origini spagnole come era Carlo V, dopo il totale periodo di crisi spagnola durante la reconquista, l'atto aveva anche un accezione squallida e inaccettabile oltre che offensiva L’Impero dovette sopprimere un pericoloso assedio degli ottomani a Vienna nel 1529 e sconfisse anche i francesi. Anche questo scontro si concluse con un compromesso perché i turchi furono fermati a Vienna, mentre con la Francia venne firmata nel 1544 la pace di Crepy. Inoltre, a partire dal 1517, in Germania Carlo V doveva affrontare un altro problema rappresentato da una rivoluzione religiosa fondata da Lutero che ebbe largo consenso tra la popolazione e la nobiltà tedesche. Si creò quindi una spaccatura tra cattolici e protestanti a cui Carlo V cercò di trovare una soluzione per dare unità religiosa al suo Impero.

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