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Il Rinascimento

E’ chiamato Rinascimento il periodo storico caratterizzato a uno straordinario sviluppo della cultura- in particolare delle arti e delle lettere, ma anche della scienza- che si sviluppo nei secoli XV e XVI sulla base dell’Umanesimo, ossia della riscoperta della lingua e letteratura classica. Il passato, ossia la classicità, era ora percepito nella sua distanza storica, al di là dell’epoca di barbarie rappresentata dal Medioevo, ed era assunto come modello per la cultura presente.
La civiltà rinascimentale ebbe essenzialmente radici italiane, irradiandosi poi in tutta Europa. Tra gli autori latini riscoperti, le cui opere erano state dimenticate o si pensavano perdute, vi erano Cicerone, Lucrezio e Vitruvio; la riscoperta della cultura greca avvenne anche grazie all’immigrazione intellettuale provocata dalla conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi: furono così disponibili testi di Platone, Epicuro, Euclide e Tolomeo.
La volontà di riportare i testi alla loro forma originale contribuì alla nascita della filologia, la scienza volta alla ricostruzione e interpretazione di documenti scritti. Fu proprio con l’ausilio della filologia che Lorenzo Valla dimostrò la falsità della <<donazione di Costantino>>. Dal quattrocento cominciò infine a diffondersi l’uso del volgare per la stesura di atti ufficiali e privati.
La cultura umanistico - rinascimentale si sviluppo al di fuori dei tradizionali luoghi di cultura come le università, dove dominava la cultura scolastica, trovando nuovi spazi nelle scuole umanistiche, nelle accademie e presso le corti signorili. Nelle scuole umanistiche si applicavano nuovi criteri pedagogici, basati sul dialogo, sul confronto con i maestri soprattutto sulla lettura diretta dei testi. Le Accademie, nate come luoghi di incontro informale, si dettero nel Cinquecento una forma istituzionale, collegandosi con i centri di potere, da cui erano spesso protette e finanziate, come quella platonica fiorentina, patrocinata dai Medici.
Tra le più importanti innovazioni tecniche, in campo artistico, vi fu la scoperta delle regole della prospettiva, che permettevano una riproduzione realistica della realtà osservata, testimoniata ad esempio dalla diffusione del ritratto.
Decisiva per lo sviluppo nel campo della comunicazione fu poi l’invenzione di Gutenberg della stampa a caratteri mobili, sollecitata dalla cresciuta domanda di testi da parte delle università ma anche degli apparati burocratici delle corti, e resa possibile dall’introduzione in Europa della carta, più adatta della pergamena alla riproduzione meccanica. La stampa si diffuse velocemente in tutta Europa: le stamperie erano ora in grado di stampare diverse decine di copie in un solo mese, con una netta caduta dei prezzi. Tra i più celebri editori – stampatori del quattrocento vi fu il veneziano Aldo Manuzio
Quello degli artisti e dei letterati rinascimentali fu un gruppo piuttosto ristretto, una <<élite creativa>> composta per lo più da uomini, di origine urbana e proveniente in larga misura dall’Italia centro – settentrionale. L’estrazione sociale dei letterati era nobiliare o borghese, mentre gli artisti provenivano per lo più da famiglie di artigiani. L’attività artistica divenne anche un mezzo di promozione sociale.
La cultura rinascimentale fu patrocinata dalle istituzioni ecclesiastiche e statali, che rappresentavano la <<commitenza>> dell’attività letteraria o artistica; ciò trasformo molti intellettuali in <<cortigiani>>, che vivevano presso una corte, assolvendo la funzione di magnificare il proprio signore. Un notevole sviluppo conobbe anche l’architettura che grazie alla volontà di prìncipi e papi, s’impegnò nello sforzo di trasformare le città secondo ideali di armonia, bellezza e razionalità.
Avversari della cultura umanistico – rinascimentale furono gli ordini religiosi e il mondo universitario, anche se quest’ultimo finì per aprirsi in parte alla nuova civiltà. La chiesa non ebbe generalmente reazioni negative verso gli umanisti, anche perché essi, pur affermando l’autonomia del sapere, non negavano mai il valore fondamentale della religione.
Grande sviluppo ebbero anche gli studi storici, visti come strumenti di compressione del presente attraverso la conoscenza del passato, in stretto connubio con interessi politici ed etici. Molti storici, basti pensare a Machiavelli, che nel suo Principe delinea la figura di un sovrano capace con l’abilità politica di governare la fortuna e quindi di garantire solidità allo stato, partecipando in prima persona alla vita politica, rivestendo anche incarichi ufficiali. Machiavelli è restato nella storia come colui che seppe dare una dimensione autonoma alla politica, sottraendola alla religione morale.
Nel resto d’Europa l’Umanesimo cominciò a svilupparsi alla fine del quattrocento, grazie ai contatti con gli intellettuali italiani, che più avanti presero l’abitudine di emigrare, chiamati dalle corti principesche o dalle università europee. Un importante ruolo fu svolto anche dalle relazioni diplomatiche, intensificate a causa delle complesse vicende delle guerre d’Italia. La figura chiave dell’Umanesimo europeo fu Erasmo da Rotterdam, sostenitore di un profondo rinnovamento della Chiesa e della necessità di trovare nuove strade di conciliazione tra i testi antichi e la parola di Dio, anche attraverso una lettura diretta della Bibbia che sottrasse alla mediazione ecclesiastica.

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