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Le riforme protestanti della dottrina

La Chiesa rimaneva, nel luteranesimo, ma non era una categoria speciale; i pastori semmai erano persone più istruite dal punto di vista religioso e aiutavano la comunità nell’organizzazione e nella guida. Non esistevano i voti monastici. Lutero dunque rifiutò il ruolo di frate e sposò un’ex-suora. Altro aspetto di critica nei confronti della Chiesa era la povertà in cui sono vissuti Cristo e gli apostoli. Così le chiese protestanti erano semplici, spoglie e prive di immagini. La Messa doveva essere celebrata in volgare per essere compresa da tutti. I sacramenti si ridussero a tre perché erano gli unici a essere presenti nelle Sacre Scritture: battesimo, confessione ed eucarestia. La confessione però non era più auricolare come per il cattolicesimo, ma avveniva direttamente tra il fedele e Dio. L’eucarestia luterana non riconosceva la transustanziazione, ma la consustanziazione, perché il pane e il vino non diventavano corpo e sangue di Cristo durante la consacrazione, ma lo erano sempre perché Dio è ovunque e quindi anche nel pane e nel vino. Inoltre l’eucarestia luterana era utraquista perché il fedele riceveva sia il pane sia il vino. Il culto dei santi e della Madonna venne abolito perché veniva visto come forma di idolatria. In seguito alla riforma protestante, che predicava la lettura personale delle Sacre Scritture, si diffuse in Germania l’alfabetizzazione con tutte le conseguenze positive a essa correlate. A livello politico, l’adesione al luteranesimo era in realtà legata a un calcolo di convenienza. Il protestantesimo piacque ai principi tedeschi perché potevano rivendicare per loro le ricchezze e il potere politico di cui la Chiesa godeva senza averne il diritto. Siccome non c’era un potere speciale legato alla Chiesa, nella vita terrena l’obbedienza si doveva alle autorità civili. Anche questa prospettiva andava a vantaggio dei principi che non dovevano più sottostare alla volontà dei vescovi.

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