Martin Lutero e la disputa sulle indulgenze


La dottrina delle indulgenze


Insieme alla diffusione della stampa e alle grandi scoperte geografiche, l’evento centrale per la nascita dell’Europa moderna fu il movimento di riforma che, all’inizio del ‘500, devastò l’unità religiosa medievale. Con la Riforma si intrecciano elementi di ordine religioso, culturale e politico. Per contrastare ciò, si necessitò della grande “indulgenza” tedesca del 1517. L’indulgenza è la disposizione a scusare colpe altrui e a concedere generosamente il perdono presso Dio Padre. Il papa, tramite questo atto, rimetteva in forma parziale o plenaria le pene da scontare nel Purgatorio in cambio di atti di devozione come un pellegrinaggio. Nel XV il tutto si consolidò sempre di più.

La grande indulgenza tedesca


Alberto di Hohenzollern, appartenente ad una famiglia nobile tedesca, nonostante possedesse già due vescovadi, si candidò anche per il più importante vescovado di Germania. Possedere tante cariche era proibito, ma papa Leone X lo autorizzò dietro una esigua somma di danaro. Alberto si fece anticipare il danaro dal banchiere Fugger e per poterlo restituire concordò col papa il bando di un’indulgenza rivolto alla Germania e valido due anni. Le offerte dei fedeli sarebbero serviti per pagare Fugger e per costruire la basilica di san Pietro.
Le 95 Tesi di Martin Lutero, la stampa e la diffusione delle Tesi
Martin Lutero, monaco agostiniano e professore di teologia all’università di Wittenberg, mise in guardia i suoi parrocchiani riguardo il falso messaggio di quei frati banditori dell’indulgenza. Con le 95 Tesi affermava che il papa non poteva rimettere alcuna pena, se non quelle canoniche; che il papa non poteva cancellare nessuna colpa; che era dannato chi credeva nella dottrina delle indulgenze. Le Tesi furono tradotte in tedesco, un tipografo ne fece un opuscolo a stampa e fecero il giro del mondo.

Leone X e la chiesa romana


Giovanni dei Medici, secondo figlio di Lorenzo il Magnifico, era stato fatto cardinale a tredici anni. Fu eletto col nome di Leone X e fu protettore dei letterati e artisti rinascimentali. Troppe spese incontrollate vuotarono le casse dello stato e spinsero ad ulteriori accordi con Alberto di Hohenzollern.

La teologia luterana e il conflitto con Roma


Lutero e Federico il Savio


Le 95 Tesi erano giunte anche a Roma e naturalmente erano state condannate. In Germania, però, vi era un partito che sosteneva Lutero e il paese venne tappezzato di opuscoli satirici di sfida al papato. In difesa di Lutero si schierò il principe elettore di Sassonia Federico il Savio, che rifiutò di consegnarlo nelle mani di Leone X. Federico il Savio era cattolico e raccoglieva reliquie sacre.

La condanna di Lutero


A causa di eventi politici il caso Lutero fu trascurato. All’elezione di Carlo V, successore di Massimiliano d’Asburgo, la curia romana decise di occuparsi della questione. Con la bolla papale Exsurge Domine furono condannate alcune proposizioni degli scritti di Lutero, successivamente bruciati.
Il sacerdozio universale, il libero esame delle Scritture e la dottrina dei sacramenti
Lutero pubblicò 4 trattati sui problemi della fede e della riforma ecclesiastica. Con il Del papato romano affermava che il papa non poteva essere superiore alle Scritture e che l’essere cristiano è un fatto dell’interiorità individuale. Con il Della libertà del cristiano riassumeva il suo concetto di fede (la fede deriva dalla salvezza) e che le opere buone andrebbero compiute per il prossimo. Con la Cattività babilonese della chiesa vi era il famoso problema della moltiplicazione dei sacramenti. Lutero accettava solamente il sacramento del Battesimo e quello dell’Eucarestia, mentre respingeva l’estrema unzione, la cresima, il matrimonio poiché riguardava la vita civile e non la fede, della confessione accettava solamente la penitenza individuale e non il rito della remissione dei peccati e l’ordine sacerdotale perché non vi doveva essere distinzione tra il clero e i laici. I sacerdoti possono essere ministri al servizio della comunità di fedeli solo se eletti col compito di insegnare e predicare (sacerdozio universale). Condannava inoltre i voti monastici e il matrimonio dei sacerdoti. I due fondamenti della dottrina luterana sono il sacerdozio universale e il libero esame delle Scritture. Nel quarto ed ultimo trattato contro il papa, Lutero invitava le autorità politiche a schierarsi contro la chiesa romana.

La Riforma in Germania


La Germania di fronte alla proposta di Lutero e la Dieta di Worms. I principi tedeschi accolsero con grande disponibilità la proposta luterana perché in tal modo non vi sarebbero state intromissioni da parte del papa negli affari tedeschi. Nel 1521 Lutero fu scomunicato come eretico. Poco dopo fu invitato da Carlo V a partecipare liberamente a questa Dieta dove, presentatosi di fronte all’assemblea, rifiutò la parte dell’accusato cercando di aprire un confronto dottrinario.
“Non posso e non voglio ritrattare nulla, perché andare contro coscienza è disonesto e pericoloso”
La traduzione della Bibbia e la riforma della messa
Sotto la protezione di Federico il Savio cominciò a dedicarsi alla traduzione in tedesco delle Sacre scritture in maniera tale che chi non conoscesse il latino avrebbe potuto avere lo stesso un rapporto con Dio. Nacque così il tedesco moderno e si diffuse, oltre alla lingua, l’alfabetizzazione. Il clero fu spesso costretto a dire la messa in tedesco e a prendere moglie, mentre frati e monaci ripresero la vita laicale.
L’intervento dei principi tedeschi in difesa della Riforma
Con la Riforma fu possibile abolire gli ordini monastici e impossessarsi dei loro beni. Vi aderì anche Alberto di Hohenzollern. Nel 1526 la Dieta di Spira diede la possibilità ai principi di scegliere se aderire o meno alla Riforma e in un’altra Dieta i principi cattolici ritrattarono l’accordo di tre anni prima.

Gli sviluppi dottrinali della Riforma


Il movimento anabattista, Giovanni Calvino e Ginevra


Nel 1524 in Svizzera comparvero gruppi religiosi che rifiutavano l’intera tradizione cattolica. Consideravano valido solo il battesimo richiesto da un adulto e se il bambino era già stato battezzato per volere dei genitori e fatto adulto decideva di essere battezzato nuovamente, prendeva il nome di “ribattezzatore” o anabattisti. In seguito ad una repressione scomparvero dalla Svizzera, ma si diffusero in Germania e nei Paesi Bassi.
Giovanni Calvino ,figlio di un notaio e studente di diritto, entrò in contatto con le idee della Riforma nell’Università. Quando il re di Francia Francesco I cominciò a reprimere le dissidenze religiose, Calvino fuggì e si trasferì definitivamente a Ginevra.

La teologia di Calvino, predestinazione e vocazione


Nel 1536 Calvino pubblicò la sua opera principale, l’Institutio christianae religionis che si presenta come un grande trattato, ordinato secondo la mentalità di un giurista. Per Calvino, come per Lutero, il principio della superiorità della fede restava il punto principale per liberare il cristianesimo da ogni traccia di ritualismo, e inoltrre credeva che la fede derivasse dalla grazia di Dio.
Il calvinista si credeva strumento utile a Dio per compiere opere buone. Per Calvino il lavoro produttivo si trasformava in una forma di preghiera e in un’offerta a Dio. Distingueva l’usura dal prestito a interesse.

Stato e chiesa in Europa nell’età della Riforma


Il divorzio di Enrico VIII e la creazione della chiesa anglicana


L’Inghilterra si era sempre dimostrata assolutamente ostile alle dottrine luterane tanto da uscire dalla chiesa cattolica. Nel 1509 Enrico VIII Tudor sposò Caterina D’Aragona, la quale rimase incinta otto volte, ma solo una figlia, Maria riuscì a sopravvivere. Quando la regina si avvicinava ai 40 anni, era entrata a corte la damigella Anna Bolena, futura amante di Enrico VIII. Dal momento che il re si preoccupò di chi dovesse succedere al trono inglese in assenza di eredi maschi, chiese al papa Clemente VII di dichiarare nullo il suo matrimonio, ma il papa glielo negò. Sposata segretamente Anna Bolena, riuscì a farsi avere dal parlamento un atto legislativo che gli avrebbe permesso di annullare il primo matrimonio. Il matrimonio fu annullato e Anna Bolena rimase incinta di Elisabetta. Grazie all’ Atto di supremazia il re diventò capo supremo della chiesa anglicana.

Dallo scisma alla riforma e la diffusione in Europa di quest’ultima


La creazione della chiesa nazionale rappresentò uno scisma dalla chiesa romana e un modo per rafforzare il potere della corona. Fu limitato il culto dei santi e delle reliquie e inoltre fu tradotta la Bibbia in inglese, ma ne fu vietata la lettura alla donna. Chi avrebbe chiesto la riforma della messa, sarebbe stati ritenuto dal re, eretico.
La Riforma era sia luterana che calvinista. La Germania e i regni scandinavi seguirono la riforma luterana. Il modello calvinista si diffuse in alcune città tedesche e svizzere, nei Paesi Bassi, in Inghilterra e in Scozia. Italia, Austria, Baviera e Francia rimasero cattolici tranne una piccola minoranza francese.
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