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Le ragioni per cui si giunse alla Riforma furono molteplici e sono da ricercare negli eventi storici che si sono avvicendati fino alla età del 15° secolo. Con la conclusione della guerra dei Cent’anni tra Francia e Inghilterra , alla quale seguì quella delle due rose, e lo scisma tra Chiesa d’oriente e di occidente e le le guerre hussite, nel Tardo Medioevo vige una condizione precaria dell’esistenza, la quale porta ad una visione tragica della morte e una fase di stallo tra salvezza e perdizione. Con la peste nera subentra la figura di Dio come giudice severo che unisce i peccati degli uomini attraverso pestilenze e carestie. È in questo contesto che sorgono le storie dell’anticristo o la danza macabra. Si diffondono nuovi sentimenti come la paura della morte, il timore per la dannazione, questi dilagano in tutti indistintamente poiché nessuno può sfuggire all’inferno temporaneo, il purgatorio. Da qui nascono il culto dei santi , delle reliquie e l’accumulo delle indulgenze che servivano ad abbreviare la permanenza in Purgatorio. Nel quattrocento manca infatti una guida alla cristianità, infatti i papi del periodo non sono interessati veramente alla vocazione, infatti Sisto IV faceva parte della Congiura De Pazzi, Innocenzo III e Alessandro VI avevano figli naturali, mentre Giulio II prese il comando Militare. Nelle parrocchie c’erano preti poco istruiti che non garantivano la salvezza dell’anima ai fedeli.

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