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La Restaurazione

Nel 1812 Napoleone aveva costruito un sistema di dominio esteso a gran parte dell’Europa, che però crollò rapidamente. Con la disastrosa invasione della Russia nell’estate–inverno 1812 che decimò le armate francesi, Napoleone aveva i giorni contati: prima la dura sconfitta di Lipsia (ottobre 1813), poi quella decisiva di Waterloo (18 giugno 1815) decretarono la sua fine e quella dell’impero francese.
Quindi, caduto Napoleone, le monarchie vincitrici avevano il problema di ridisegnare l’ordine europeo e questo fu risolto al Congresso di Vienna, che fra il novembre 1814 e il giugno 1815 vide riuniti nella capitale asburgica i rappresentanti di tutte le principali potenze europee, compresa la Francia sconfitta: si valutò, infatti, che fosse conveniente non punire e umiliare la Francia, ma farne una pedina importante nel nuovo ordine europeo.
Il congresso si ispirò a due principi fondamentali: il principio di equilibrio, in base al quale la carta politica d’Europa fu ridisegnata in modo tale da bilanciare le zone di influenza delle varie potenze; il principio di legittimità, in base al quale la sovranità sui singoli territori venne restituita ai monarchi che vi regnavano prima delle conquiste napoleoniche.

Con il congresso di Vienna si è soliti far iniziare la cosiddetta età della Restaurazione, che comprende il periodo dal 1815 alle rivoluzioni del 1848. Il termine “restaurazione”, chiaramente contrapposto a “rivoluzione”, indica la volontà di un ritorno al passato.
In realtà un ritorno puro e semplice al passato era impossibile e i diplomatici riuniti a Vienna erano ben consapevoli che non tanto di tornare al passato si trattava, quanto di dare all’Europa un assetto il più stabile ed equilibrato possibile.
La ristrutturazione geopolitica dell’Europa fu condotta certamente in base a una concezione assolutistica e patrimoniale dello stato (lo stato come possesso del sovrano), che non teneva in alcun conto le esigenze e le identità dei popoli: il destino di Belgi, Italiani, Polacchi, ecc. fu stabilito seguendo la pura logica dell’equilibrio di potenza.
Nondimeno, l’assetto politico europeo fissato a Vienna garantì all’Europa un secolo di sostanziale pace e rimase piuttosto stabile sino alla prima guerra mondiale.
Con il congresso di Vienna la Gran Bretagna ebbe il predominio sui mari; fu creata la Confederazione germanica che comprendeva 39 stati sovrani; l’Austria ottenne il dominio sulla penisola italiana e la Russia, desiderosa di espandersi verso l’Occidente, ebbe il dominio sulla Polonia.

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