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Il regno turco nel Quattrocento

Agli inizi del Quattrocento le invasioni mongole guidate da Tamerlano diedero una battuta d’arresto passeggera alle conquiste turche. I mongoli fecero alcune conquiste nella penisola anatolica, ma il loro dominio durò poco perché alla morte di Tamerlano le tribù si divisero e iniziarono a scontrarsi tra loro. Nel 1444 i turchi conquistarono la Romania e dopo pochi anni tutti i Balcani caddero sotto il dominio ottomano. A quel punto Costantinopoli era completamente circondata dai turchi che nel 1453, guidati da Maometto II, la assediarono e conquistarono dopo tre mesi. L’arma vincente di quest’assedio furono le artiglierie gestite da ingegneri e tecnici europei assoldati dal sultano. Costantinopoli assunse un nome arabo, Istanbul, e divenne la capitale dell’impero che negli anni seguenti si estese ulteriormente in Europa, Asia e Africa. A capo dell’impero vi era il sultano, coadiuvato dal Gran Visir. Il divano era il gruppo dei ministri che si occupavano di consigliare il sultano. Sotto il divano e il Gran Visir c’erano i governatori delle varie province che si servivano di nobili a cui venivano affidati dei territori che dovevano amministrare. I nobili turchi avevano le terre solo in gestione e non a titolo definitivo ed ereditario; tutte le terre appartenevano al sultano e al nobile sta il compito di amministrarle correttamente. La particolarità dei turchi fu che lasciarono libertà di culto e di usanze alle popolazioni dei territori conquistati, limitandosi a chiedere il pagamento di una tassa ai non-musulmani per mantenere l’esercito. Grazie a questa concessione di libertà, l’impero ottomano riuscì a radicarsi nella penisola balcanica. La forza dei turchi è rappresentata da una cavalleria nobile e da una fanteria formata da giannizzeri, un corpo scelto di soldati turchi composto in gran parte da bambini rubati durante le conquiste nei Balcani e cresciuti nel culto della guerra e nella fede musulmana. I sultani investirono tantissimo nelle armi da fuoco e assoldarono molti tecnici italiani. L’esercito ottomano era molto potente e faceva paura persino alle maggiori potenze europee. Con l’espansione dei turchi, il Mediterraneo divenne sempre più un mare pericoloso e il commercio subì dei cali perché i traffici con l’Asia erano ostruiti dai turchi. Si diffuse inoltre il fenomeno della pirateria turca che terrorizzava le coste spagnole, francesi e italiane. I Turchi furono molto feroci e nutrirono un mito di invincibilità.

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