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La reazione della Chiesa cattolica e il Concilio di Trento

In seguito al distacco di milioni di cristiani, si era reso necessario un intervento deciso per frenare l'avanzata delle idee protestanti. Per ottenere questo risultato si doveva rafforzare l'autorità della Chiesa di Roma e nello stesso tempo riformarla. Nel 1545 papa Paolo III convocò un Concilio per esaminare i problemi che avevano provocato la separazione tra i riformati e Roma. Il concilio si svolse a Trento e dopo varie interruzioni nel corso degli anni, si concluse nel 1563. Alla fine del Concilio, le tesi dei protestanti furono tutte condannate e fu riaffermato il valore della tradizione cattolica che essi avevano messo in discussione. Per la salvezza dell'anima, si stabilì che per andare in Paradiso bastava compiere opere buone. Furono riconfermati tutti i sacramenti e nella Chiesa cattolica si scelse di continuare a celebrare le funzioni in latino. Il Concilio prese anche provvedimenti per migliorare l'organizzazione della chiesa. Fu riaffermata l'importanza del clero, negata dai protestanti. Vennero dunque create scuole per la formazione dei sacerdoti, i seminari. Inoltre, fu ordinato ai vescovi di effettuare ogni due anni una visita della propria diocesi per controllare l'attività dei parroci.Nel corso del Cinquecento nacquero numerosi ordini religiosi. Il più famoso di questi ordini fu la Compagnia di Gesù, fondata nel 1540 dallo spagnolo Ignazio Loyola. I gesuiti fondarono numerose missioni in America latina e in Asia per conquistare nuovi fedeli .

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