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Proposte di riforma in Francia

In Francia la richiesta di trasformazione era più forte. La difficoltà a trovare rimedi all'aggravarsi della crisi economica fu la causa principale della crisi rivoluzionaria.

Quando Luigi XVI diventò re tentò di risanare le finanze statali: mise a capo dell'amministrazione Turgot. Turgot aveva pubblicato lettere sulla libertà di commercio dei grani in cui sosteneva la liberalizzazione del commercio dei cereali. Nella carestia del 1775 il popolo l'attribui alla speculazione dei mercanti e protestò. Turgot insistette sulla sua politica e tolse le ultimi restrizioni al commercio dei grano però introdusse un imposta che andava a discapito dei proprietari terrieri e queste gli fece perdere il loro sostegno. E nel 1776 fu costretto a dare le dimissioni.

Fu eletto direttore delle finanze Necker che si dichiarava in disaccordo con la tesi di Turgot, la sua attività di governo fu rivolta all'eliminazione degli sprechi. Tuttavia le uscite statali continuavano a risultare eccessive, volendo evitare di aumentare l'imposte Necker ricorse all'indebitamento. Luigi XVI indignato perché Necker aveva reso pubblico il bilancio delle stato, sostituì il banchiere con Calonne che riuscì a porre un freno momentaneo alla crescita del debito, ma non riuscì a risolvere la situazione finanziaria, cosi Calonne propose l'eliminazione delle dogane interne e un imposta proporzionale alle vendite, questa seconda proposta incontrò una forte opposizione che costrinse il re ad allontanare Calonne.

In francia nasce l'opinione pubblica: si diffusero moltissimi opuscoli dove le idee venivano esposte in forma esplicita e accessibili a tutti. Fu però soprattutto la diffusione dei giornali a rendere possibile la formazione di un opinione pubblica.

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