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La prima rivoluzione inglese

Nel Seicento avvenne uno scontro tra il sovrano inglese e il Parlamento. Il sovrano voleva concentrare nelle proprie mani tutti i poteri, mentre il Parlamento rivendicava l’importanza della propria posizione. In questo scontro si inserirono molti elementi. Il primo elemento era rappresentato dall’aspetto religioso: in Inghilterra la religione di stato era l’anglicanesimo, ma erano diffusi comunque una forma di calvinismo (il Puritanesimo) e il cattolicesimo. Sotto il regno di Elisabetta i contrasti religiosi furono sottaciuti perché la regina concesse una certa libertà; i problemi sorsero con i suoi successori che imposero l’anglicanesimo come religione di stato nell’ottica di rivendicare l’importanza della figura del sovrano. Un altro elemento fu quello economico perché il sovrano cercava di risparmiare la maggior quantità possibile di denaro. Questo scopo veniva perseguito attraverso una politica pacifista contro cui si scontravano i Puritani memori delle grandi imprese di assalto delle navi spagnole sotto il regno di Elisabetta. Inoltre il re cominciò a vendere a dei privati il monopolio sulla vendita di alcuni prodotti. Questo comportamento danneggiava i mercati borghesi e serviva solo per far cassa. Inoltre, non potendo imporre nuove tasse, il sovrano cercò di riscuotere più multe possibili e di vendere le cariche. Altro aspetto fu rappresentato dal fatto che il re si serviva di tribunali speciali per condannare i suoi rivali.

Elisabetta morì nel 1603 senza eredi e così salì al trono Giacomo I, esponente della dinastia scozzese degli Stuart. Nacque in questo periodo anche la prima bozza della bandiera britannica, la Union Jack, che sorgeva dall’unione delle bandiere inglese e scozzese. Giacomo I regnò dal 1603 al 1625 e puntò soprattutto a rafforzare il suo potere. Cercò inoltre di indebolire il Puritanesimo e di aumentare le entrate nelle sue casse. Gli successe Carlo I che regnò dal 1625 al 1649, anno in cui venne ucciso. Carlo I continuò la campagna di Giacomo I. Pensò di istituire un esercito fisso, sul modello francese, ma per mantenerlo c’era bisogno di tasse. Così chiese continuamente al Parlamento di poter introdurre nuove tasse, che puntualmente rifiutò. Nel 1628 il Parlamento presentò al sovrano la Petition of Right, che era un documento che il re fu costretto a firmare, secondo cui il sovrano era tenuto a convocare con costanza il Parlamento e a non imprigionare senza processo e senza motivo i sudditi inglesi. Il re firmò perché aveva bisogno di ottenere un po’ di via libera per alcuni provvedimenti che lui chiedeva, ma non mantenne le promesse prese e per circa dieci anni non convocò più il Parlamento. Carlo I intensificò le multe e i monopoli ed estese le tasse già esistenti: clamoroso fu il caso della ship money che era una tassa che le città portuali dovevano pagare per mantenere la flotta e che venne estesa anche ai comuni dell’entroterra. Rafforzò l’anglicanesimo e nominò molti vescovi per varie ragioni: innanzitutto essi dipendevano direttamente dal suo potere; in secondo luogo i vescovi andavano a occupare una delle camere parlamentari, quelle dei Lord, sul cui favore quindi il re poteva contare. Il re era affiancato dall’arcivescovo William Laud nella caccia ai non anglicani, mentre aveva come consigliere politico il conte di Stratford. La strategia del re nel campo giudiziario consisteva nel togliere potere ai giudici di pace, che erano eletti dalla popolazione, e agli sceriffi e nel ricorrere a funzionari nominati direttamente dal re. Il re per queste scelte impopolari era molto odiato da una parte consistente del paese. Avvennero anche molti scandali che contribuirono nella formazione della cattiva fama di cui godevano gli Stuart tra la popolazione inglese. La gentry era la piccola nobiltà e rappresentava una classe economica molto attiva e l’ossatura politica del regno. La maggior parte della gentry era fortemente avversa al sovrano a cui si chiedeva una politica più coraggiosa. Molti esponenti della gentry erano puritani. A fianco della gentry, tra gli oppositori del re c’erano anche la borghesia che era pesantemente danneggiata dalle scelte del sovrano, gli abitanti delle grandi città, i non-anglicani e i contadini che possedevano delle terre (i cosiddetti yeomen). Dalla parte del re rimasero il clero, l’alta nobiltà, una piccola parte della gentry, i contadini delle zone marginali del regno e i braccianti. Il re decise nel 1637 di imporre l’anglicanesimo anche alla Scozia: ciò causò la rivolta degli scozzesi nel 1639. In questo anno, il re si vide costretto a convocare il Parlamento per chiedergli di allestire un esercito all’altezza di fronteggiare la rivolta, ma l’esito fu negativo. Avvenne quindi tutta una serie di convocazioni in cui il Parlamento continuava a chiedere al re di firmare documenti di garanzia. Nel gennaio del 1642 il re con le sue truppe pensò di arrestare i massimi esponenti del Parlamento. Questo tentativo di colpo di stato fallì perché la popolazione di Londra di rivoltò e protesse i membri del Parlamento. Il re fu quindi costretto a fuggire da Londra per rifugiarsi a York, dove iniziò ad allestire un proprio esercito. Di contro però anche il Parlamento stava raccogliendo un proprio esercito. Nel 1642 avvennero i primi scontri e iniziò così la cosiddetta Prima Rivoluzione Inglese. Le due rivoluzioni inglesi furono importantissime perché portarono l’Inghilterra alla monarchia costituzionale e a una posizione di padrona del mondo. La fase iniziale della Prima Rivoluzione Inglese fu caratterizzata da una situazione di stallo che venne alterata da una decisione della parte più estremista del Parlamento. Si decise di fare una riforma militare e l’artefice di questa svolta fu Oliver Cromwell, un proprietario terriero puritano appartenente alla gentry. Cromwell riuscì a far passare nel 1643 una riforma che proponeva il New Model Army: esso prevedeva che l’esercito fosse composto da gruppi scelti e ben addestrati, capeggiati da ufficiali valorosi che dovevano essere scelti tra i soldati più valorosi. Il modello del New Model Army era l’esercito svedese. All’interno dell’esercito doveva esserci un corpo di cavalleria corazzata guidato dallo stesso Cromwell, i cosiddetti Ironsides, scelti tra i più fanatici puritani.

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