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Prima Guerra D’Indipendenza

La prima guerra d’indipendenza inizia con Carlo Alberto di Savoia che varcò il confine tra il Piemonte e il lombardo-veneto ed entrò in guerra contro gli Austriaci.
Carlo Alberto aveva in mente una semplice guerra dinastica (ingrandire i possedimenti della sua casata), visto che gli Austriaci erano deboli lui poteva impadronirsi della Lombardia.
Questa operazione non riusci perché il re era un pessimo comandante, perché invece che tagliare la strada a Radetky mentre fuggiva da Milano e di affrontarlo in battaglia i Piemontesi lo aspettarono alcuni giorni e cosi permisero all’esercito austriaco di costruire un “Quadrilatero”.
E cosi quando le due armate si scontrarono a custodia, Radetky aveva avuto tutto il tempo per organizzarsi e vinse.
L’anno dopo persero ancora cosi Carlo Alberto abdicò in favore di suo fuglio, che nel marzo 1849 firmò un’armistizio contro l’Austria.

E cosi dopo la sconfitta di Carlo Alberto a Custodia, i democratici provocarono insurrezioni nella penisola e il granduca di Toscana e il papa pio v fuggirono.
a Firenze e a Roma i democratici organizzarono governi repubblicani, a loro si aggiunse Venezia che si rifiutò l’armistizio.
E cosi nacquero:

    - Repubblica Toscana
    - Repubblica Romana
    - Repubblica di Venezia

In Italia dopo l’armistizio, Radetzky schiaccio in Lombardia la rivolta del popolo di Brescia. Poi mandò via la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Toscana. I cattolici francesi volevano l’invio di truppe in aiuto del papa e sconfissero la Repubblica Romana.
In Italia ritornò l’assolutismo: i patrioti furono fucilati.
L’unica regione in cui non cambiò niente fu il Piemonte, che mantenne lo Statuto, formò il Parlamento e adottò come bandiera il tricolore.
Nel 1850 Massimo D’Azeglio fece approvare le Leggi Siccardi, posero fine ai privilegi del clero nel Regno Sabaudo, adeguarono la legislazione ecclesiastica a quella degli altri stati cattolici europei.
I vincitori furono i borghesi che prima avevano combattuto sulle barricate a fianco dei lavoratori e li avevano rinnegati.
I borghesi affermarono che non si sarebbero più uniti al proletariato che combattevano per obiettivi contrari ai loro interessi e cosi ottennero dai governi tutte le libertà e le garanzie che servivano per lo sviluppo della loro classe.

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